Volammo davvero – Un dialogo ininterrotto

Un omaggio a Faber voluto dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus. Tredici capitoli raccontano De André da Grasso a Tabucchi, da Piovani a ...

Un omaggio a Faber voluto dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus. Tredici capitoli raccontano De André da Grasso a Tabucchi, da Piovani a Vecchioni

Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima, forse una sola
sulla mia tomba si spenderà.
Forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà.

Il testamento, 1963

Era il momento in cui nascevano i cantautori… […] Alle volte si era addirittura in troppi: Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Gino Paoli, Lauzi, Andreasi, Bindi e successivamente anche Venditti e De Gregori […].
E non poteva mancare il nostro Fabrizio De André. Non si esibiva mai in pubblico, e tanto meno nei teatri. Suonava e cantava solo per noi, in quei momenti di euforia. Dovevamo scaldarlo. Cominciava Gaber con una sua turitera, poi Jannacci […] Poi finalmente si convinceva Fabrizio a prendersi una chitarra fra le tante che circolavano nel salone.
Tutti in silenzio, e lui, abbassando il capo verso lo strumento, cominciava a indicare il ritmo ed ecco che uscivano la melodia e le parole. Dopo la prima strofa sollevava il capo e scuotendolo, perliberarsi dai capelli che gli coprivano la fronte, levava il tono. Ascoltavamo stupiti e commossi ogni ballata che ci proponeva. Da noi, in quel baillame, nessuno applaudiva normalmente. Con Fabrizio scoppiava sempre un frastuono. Ma era un errore perché, timido com’era, appoggiava la chitarra sul tavolo e usciva sul balcone o se ne andava in un’altra stanza”
.

Estratto dalla Postfazione di Dario Fo

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