Viticoltura di Montagna, Valcamonica Igt

Una degustazione di Valcamonica Igt per apprezzare un esempio di viticoltura di montagna poco conosciuto ma ricco di sorprese

Una degustazione di Valcamonica Igt per apprezzare un esempio di viticoltura di montagna poco conosciuto ma ricco di sorprese

I vini di montagna sono un patrimonio inestimabile da proteggere, conservare e tramandare, per non rischiarne l’estinzione. Soprattutto in zone difficili e poco conosciute come la Valcamonica.

Geograficamente la Valcamonica è una delle valli più ampie delle Alpi Centrali e si trova in Lombardia, estendendosi dal Passo del Tonale sino a comprendere alcune zone del Lago d’Iseo. I comuni che compongono la Valcamonica si trovano nelle Province di Brescia e di Bergamo.

Qui la coltivazione della vite è difficile e il lavoro che serve per produrre vini di qualità è duro e ricco di insidie. Storicamente esiste una tradizione vitivinicola anche secolare ma caratterizzata da un’impronta amatoriale, almeno sino a qualche anno fa.

Nei primi anni del 1800 si contavano in Valcamonica circa 2000 ettari coltivati a vite, che producevano un vino fatto per essere bevuto subito, leggero e senza pretese, pensato per restare chiuso nella Valle stessa, non certo per essere trasportato in altri territori, considerate soprattutto le difficoltà legate alle condizioni delle strade e dei collegamenti. Poi, verso la metà ‘800, arrivarono da oltralpe le malattie della vite come la Peronospora e la Fillossera, decimando le coltivazioni. Oggi in Valcamonica gli ettari vitati sono solo 150.

Per rendere la cosa ancora più complicata, in senso positivo stavolta, si aggiunge la scelta coraggiosa delle Aziende d’oggi di produrre vini di qualità, cosa che comporta una resa bassa delle uve e una fittissima densità degli impianti. Stiamo infatti parlando di una resa media di 80 quintali per ettaro, una delle più basse dell’intera penisola, per una produzione effettiva di circa 8000 bottiglie per ettaro.

In questo contesto la denominazione Igt arriva, come un dovuto riconoscimento al duro lavoro dei produttori, nel 2003 e da allora le aziende produttrici di Valcamonica Igt sono passate da circa 1 a 7 in tutto.

I vitigni sono principalmente rossi e tra i più diffusi vi sono il Merlot e il Marzemino. I bianchi sono composti per la maggior parte da Riesling e Incrocio Manzoni. Proprio i questi ultimi vini, meno vocati in questa terra, stanno dando notevoli soddisfazioni alle cantine e riservano sorprese davvero insperate, invogliando i produttori a puntare anche su bianchi freschi e profumati.

Come praticamente tutti i vini di montagna questi prodotti non premiano la struttura ma cercano piuttosto la finezza in bocca e nel naso. Non vini corposi quindi ma profumati e armonici, piacevoli e da accompagnare a piatti di carne semplici e solo in alcuni casi più complessi, con una decisa acidità e una salinità gradevole.

I risultati di questa viticoltura camuna sono davvero lodevoli e i vini degustati, soprattutto rossi, sono risultati davvero interessanti e con alcuni picchi qualitativi.

Tra i rossi segnaliamo un Merlot di cui abbiamo già avuto modo di parlare, il Valcamonica Igt Merlot 2006 Rebaioli Cav. Enrico, che potete acquistare in azienda a 10,00 euro la bottiglia.

Per i bianchi abbiamo apprezzato un vino non ancora imbottigliato ma già molto piacevole, un Valcamonica Bianco Igt 2009 dell’azienda Rocche dei Vignali, composto da Incrocio Manzoni, Riesling e Chardonnay, per un prezzo in cantina di 7,50 euro circa la bottiglia.

Vogliamo chiudere con un piccolo invito ai consumatori locali (considerato che in altre parti d’Italia è difficile trovare questi prodotti). Comprate e imparate a conoscere i vini di montagna e in particolare quelli di questi pochi produttori coraggiosi che portano avanti una tradizione enologica difficile e purtroppo poco conosciuta. Concorrerete così alla sopravvivenza di una viticoltura eroica, impegnata ogni giorno a guadagnarsi una piccola fetta del vasto mercato del vino con umiltà e consapevolezza, e con il desiderio di dare al consumatore vini di qualità e, soprattutto, legati al territorio nel quale nascono.

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  1. hola
    Soy, por estudios, por familia y por afición amante de la enología y la viticultura.
    La masificación de las produciones vitivinícolas, (vg. Castilla la mancha, australia… , no es el futuro del vino.
    Las pequeñas zonas, como Valcamónica, Rias Baixas, Bierzo, Los arribes del sil; Marcan la diferencia entre vinos de producción industrial y los vinos especiales, singulares. Los franceses lo aprendieron,hace mucho tiempo, con sus xatós.
    Día a día busco sorprenderme con vinos, zonas vitivinícolas y distintos comportamientos de las mismas variedades en cada una de estas zonas…
    Soy de las que creo que en la pequeña tienda de un aticuario, puedo encontrar un apunte de kandinsky o y lienzo de Mir.
    Mi próximo objetivo, el merlot de Valcamónica.

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