Vini di Vignaioli 2011

Domenica 30 e lunedì 31 ottobre si sono incontrati a Fornovo di Taro, in provincia di Parma, vignaioli da tutta Italia, e non solo, con i loro vini ...

Domenica 30 e lunedì 31 ottobre si sono incontrati a Fornovo di Taro, in provincia di Parma, vignaioli da tutta Italia, e non solo, con i loro vini naturali

Domenica 30 ottobre ero presente anche io, con alcuni amici, a Vini di Vignaioli 2011, l’evento organizzato con la collaborazione della Proloco di Fornovo di Taro che vede riunirsi sulla Via Francigena produttori di vini “naturali” e da agricoltura biologica provenienti da tutta Italia e da alcune zone della Francia, con i loro banchi d’assaggio.

La forte impronta personale data alla manifestazione, che desidera appunto puntare i riflettori su queste tipologie di vino, la rende particolarmente interessante e sempre capace di regalare ai visitatori sorprese inaspettate. Il fatto poi che oltre ai vini siano presenti anche prodotti gastronomici da agricoltura biologica e che sia possibile acquistare i prodotti presentati, permette a chi vuole di portarsi a casa un ottimo ricordo della giornata.

Abbiamo così avuto modo di apprezzare salumi e formaggi da agricoltura bio, le marmellate e le mostarde alla zucca, insieme alla crema di castagne, dell’Associazione Agricoltori e Allevatori Custodi di Parma e, naturalmente, di degustare e apprezzare ottimi vini.

Tra tutti i vini assaggiati il mio personale ricordo quest’anno va al Chianti Classico dell’azienda La Porta di Vertine che produce questo grande vino con splendidi e avvolgenti tannini a Gaiole in Chianti in provincia di Siena, all’ottimo Syrah di Stefano Amerighi, vignaiolo in Cortona, ai sempre incantevoli Barolo Chinato e Moscato d’Asti Chinato di Mauro Vergano, sino alle Emozioni di Ghiaccio di Croci e ai vini friulani di Fulvio Bressan.

Questi sono solo alcuni degli interessanti vini da agricoltura biologica degustati durante l’ultima edizione di Vini di Vignaioli. Più o meno rappresentativi di una filosofia di fare vino ancor oggi poco diffusa, sono certamente prodotti estremamente rispettosi sia del territorio nel quale nascono sia della materia prima frutto della vite.

Alla fine ho anche acquistato, non dico cosa, e sono uscito pienamente soddisfatto dalla incredibile varietà di sensazioni che ho potuto vedere, odorare e assaggiare in un bel pomeriggio di fine ottobre.

Marco Andreani