Viaggio lungo le Coste del Mondo e Vermentino Colli di Luni

Un libro di Neruda che apre una finestra oltre l'orizzonte, abbinato a un vino apparentemente rigoroso e razionale. Perché spesso gli opposti si ...

Un libro di Neruda che apre una finestra oltre l’orizzonte, abbinato a un vino apparentemente rigoroso e razionale. Perché spesso gli opposti si somigliano

Un itinerario variegato attraverso vari continenti: l’America dal Cile al Messico, l’Oriente dell’India, la Birmania, Ceylon, Giava, Singapore e la Spagna della guerra civile. Un itinerario in prosa e versi affascinante.

Un viaggio tra la memoria che sopravvive all’oblio, un intreccio di ricordi e riflessioni personali, aneddoti e romanticismo. Considerazioni letterarie e politiche di un momento storico ricco di significati e avvenimenti tutt’altro che sterili, suggestioni descrittive di paesaggi multicolori, ricchi di una vegetazione florida, abitata da animali e conchiglie. Una sorta di dolce dondolio tra il vissuto e la concretezza di paesaggi evocativi, malinconie ed appartenenza.

Diceva di Neruda, Federico Garcia Llorca:
Preparatevi ad ascoltare un
autentico poeta […] Un poeta più vicino
alla morte che alla filosofia,
più vicino al dolore che all’intelligenza
più vicino al sangue che all’inchiostro.

Ed è questo che si trova tra le parole, fra le righe di questo petit livre, denso ed intenso.

Perché Neruda e perché un viaggio?
Perché molti (i più fortunati) che si sono concessi una vacanza vicina e lontana tornano con quella piacevolezza e riposo che in breve si tinge di pacata malinconia, per i paesaggi lasciati, le emozioni provate i colori e gli odori vissuti. Per chi è rimasto ed è stato comunque assenteista da giornate di quotidianità lavorativa, perché comunque ha vissuto il lusso del viaggio, della vacanza, se non in termini di spazio, senza alcun dubbio in termini di tempo, dilatato e possibilista. Per tutti i pochi lavoratori, per un attimo di sogno e di possibile programmazione.

«Ho cominciato a vivere in così tanti posti e in così tante ore diverse della nostra epoca che non so da dove iniziare: de dalle cose grandi o da quelle piccole, dall’interno o dall’esterno, dalla giacca o dal cuore. È tutto fuso dentro di me, fuori di me, la vita e le nascite, in un cerchio di pagine, di lacrime, di fuoco, di conoscenza, di ricordi. E la vita di un uomo è come l’esistenza di un giorno: la polvere trema al passaggio della luce centrale, la vegetazione accumula il suo misterioso alimento fatto di atmosfera e profondità, passano canti di bambini, di ubriachi, di becchini, risuonano le cucine del mondo, si trasportano i feriti per mare, su interminabili treni, le macchine da scrivere, le presse, i motori vanno sprofondando in un crepuscolo dove il giorno pian piano scompare, come un piccolo ciclista su una lunga strada, e non resta che la notte perenne, le stelle infinite, l’immensa solitudine…»

Il vino abbinato? Vermentino Doc Colli di Luni Cantine Federici

Perché l’abbinamento?
Per l’eleganza e l’intensità. Ricavato dalle uve che crescono sulle soleggiate alture di Castelnuovo Magra è un bianco profumato, floreale, asciutto e armonico.
I riflessi nel bicchiere ricordano i riflessi verdognoli di alcuni mari del sud. L’abbinamento perfetto, con pesce e crostacei, è tipico connotato della vacanza e della leggerezza del viaggio ed il delicato sentore di lievito evoca nelle menti più fantasiose la crescita, la progressione, la medesima che si prova quando si inizia un’avventura di cui non si conoscono i dettagli e il suo dipanarsi.

Clarita Kalimocio
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  1. Lo diceva Neruda che di giorno si suda ma la notte No!

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