Vendemmiando in Centro a Brescia

Sabato 22 settembre ho partecipato a una vendemmia davvero suggestiva, che mi ha particolarmente coinvolto, non solo perché si è svolta nella mia città, ...

Sabato 22 settembre ho partecipato a una vendemmia davvero suggestiva, che mi ha particolarmente coinvolto, non solo perché si è svolta nella mia città, Brescia, ma soprattutto perché il contesto era quello del centro cittadino, nel vigneto urbano più grande al mondo

Vendemmiare nel centro di una città ha il suo indubbio fascino. Raggiungere un piccolo vigneto sui Ronchi, che si affaccia sulla città e gode della vista del Castello, trovarsi catapultati in una dimensione che di urbano ha ben poco, pur nella consapevolezza di trovarsi davvero a due passi dai monumenti più rappresentativi di Brescia, non capita certo tutti i giorni.

Sono partito da casa alle ore 7:45 con l’amico Giovanni Arcari che, insieme ad Andrea Arici, ha in gestione la vigna cittadina e, rigorosamente in bicicletta, abbiamo raggiunto il vigneto di Colle Fiorito, dedicato alla produzione di due vini (un bianco e un rosso fermi) dell’associazione Brescia per Passione.

Insieme ad altre persone che come noi hanno deciso di offrire tempo, mani e schiena al piacere dello stare insieme, condividendo un progetto, un’idea, abbiamo iniziato la vendemmia delle uve rosse che comprendono diverse varietà, tra cui Barbera, Marzemino, Nebbiolo, e chissà cosa d’altro ma anche chissenefrega, l’importante resta sempre il risultato finale.

La vigna è apparsa subito sana, con bei grappoli, ben mantenuta nel suo essere lasciata il più possibile al ciclo che la natura ha scelto per lei. La coltivazione a pergola mantiene il suo fascino ed è stato davvero bello vedere alcuni grappoli avvinghiati saldamente alla vite, come se non volessero essere raccolti, non ancora.

Grazie al lavoro di tutti abbiamo terminato la vendemmia in circa 5 ore, caricando le cassette per il trasporto nell’azienda di Andrea Arici Colline della Stella, dove verranno completate la fasi di vinificazione e imbottigliamento. Al termine del lavoro ci siamo gustati la semplicità di un panino con il salame, bevendo i vini dell’anno precedente, i primi nati sotto etichetta Brescia per Passione.

Come erano? Buoni! Buoni perché ben fatti, buoni perché rapidamente scolati, apprezzati nei bicchieri di plastica e non in elaborate sculture di vetro, degustati all’aperto, sotto il sole, tra sorrisi e chiacchiere.

È questa l’anima del vino, e Baudelare non c’entra affatto. È nello spazio tra le professionalità e le semplici percezioni di chi consuma vino per il gusto di godersi un momento di piacere conviviale, tra i tecnicismi e i semplici “proprio buono”, che nascono spontanei, non indotti. Il vino si rivela essere un bene prodotto dall’uomo per l’uomo e questo sempre dovrà essere.

Aspetterò con curiosità il vino del prossimo anno, sentendolo (perché no?) un po’ anche mio, e parteciperò con altrettanto entusiasmo alla vendemmia delle uve bianche (vitigno Invernenga) che si terrà tra una decina di giorni, ma questa è un’altra storia

Marco Andreani
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  1. Che bella iniziativa!! Se io penso che provengo dalla patria del Dolcetto di Dogliani e non ho mai vendemmiato mi dispiace non poco…ma magari prima o poi…chissà :D

  2. [Author]

    Qui di lavoro da fare ce n’è ancora… ;)

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