Tutti i Figli di Dio Danzano di Haruki Murakami

Sei racconti evocativi e delicati. Sei storie tra realtà, fiaba, mistero e allegoria. Sullo sfondo di ciascuna lo spettro del terremoto di Kōbe del ...

Sei racconti evocativi e delicati. Sei storie tra realtà, fiaba, mistero e allegoria. Sullo sfondo di ciascuna lo spettro del terremoto di Kōbe del 1995

Murakami si conferma un grande narratore soprattutto per il fatto di saper dominare con maestria sia la forma lunga del romanzo, sia la forma breve del racconto. Tutti i Figli di Dio Danzano è il titolo di una delle sei storie brevi che compongono questa splendida raccolta del 2000.

Sei racconti uniti dall’ombra oscura, lunga e densa di uno degli avvenimenti più tristi accaduti nel Giappone contemporaneo, il terribile terremoto che nel 1995 di abbatté sulla città di Kōbe.

Murakami lascia che questa tragedia scorra tra le vite dei personaggi, faccia la sua piccola comparsa nelle vicende che li riguardano, senza farla mai diventare protagonista ma, proprio per questo, rendendo la sua presenza ancora più forte e decisa, lavorando per contrasto ad affermare l’essere attraverso la sua stessa assenza.

Il terremoto appartiene al dna di questi personaggi anche se loro non lo sanno, anche se sono lontani, anche se l’hanno vissuto indirettamente, attraverso le immagini dei telegiornali o le notizie che arrivano da parenti e amici. Questo perché l’appartenenza è culturale, ormai inserita nella storia del Giappone di oggi, un dolore che è realtà e metafora, fatto realmente accaduto e simbolo di una società fatta di contrasti, rotture, paradossi, movimenti sotterranei a volte impercettibili a volte improvvisi e violenti.

Sopra tutto questo muoversi e trasformarsi si erge l’arte narrativa di Murakami, senza esagerare uno degli scrittori con il senso del racconto e della narrazione più spiccati in circolazione. La capacità di Murakami nel raccontare storie appartiene alla tradizione letteraria e allo stesso tempo la supera, forse più nei temi che non nelle strutture. In un’epoca nella quale il racconto è stato spezzato, decostruito, frammentato e provato in tutte le sue forme, Murakami ci regala ogni volta il piacere di una costruzione solida, di personaggi delineati in poche righe, di percorsi tortuosi e misteriosi ma pur sempre verosimili, condivisibili, nei quali identificarsi, anche quando il grottesco e il fantastico fanno la loro comparsa e ci portano in un mondo esotico, nel quale gli spettri ancora possono muoversi liberamente.

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  1. io ho trovato speciali, oltre al racconto che dà il titolo alla raccolta , anche “Paesaggio con ferro da stiro”. Ha un finale cosi struggente e poetico…davvero unameraviglia…Laura

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