Tutta un’Altra Musica di Nick Hornby

Il nuovo romanzo di Hornby stupisce per la comprensione profonda degli animi e delle fragilità umane e, rispetto al precendente, è Tutta un'Altra ...

Il nuovo romanzo di Hornby stupisce per la comprensione profonda degli animi e delle fragilità umane e, rispetto al precendente, è Tutta un’Altra Musica

La storia di Duncan e Annie è la storia di un amore che finisce, un amore forse mai iniziato, un amore fatto di troppo poca sostanza per durare. Lui è un appassionato e ammiratore quasi morboso di un cantante anni ’80 ormai scomparso dalle scene da vent’anni, Tucker Crowe.

Lei passivamente, almeno in apparenza, accetta questo “primo amore” del compagno e impara ad apprezzare a modo suo le canzoni del cantante americano. Particolare importante, Duncan e Annie abitano in una piccola cittadina della provincia inglese, Gooleness, e sono appena tornati da un lungo viaggio in America sulle tracce di Tucker Crowe, i luoghi dove ha suonato, ha vissuto e persino a pisciato.

Al loro ritorno si scopre una nuova versione dell’album storico del cantante e compositore americano, Juliet. Lo ascoltano entrambi ma Duncan impazzisce di possessione e gelosia perché lei lo ha ascoltato prima di lui, come per fargli volontariamente del male. Duncan scrive subito e d’impulso una recensione in internet sul blog che cura e che raccoglie e livello mondiale i fans di Tucker Crowe, mosso dalla fretta di essere il primo a conoscere questo nuovo album e accecato dalla voglia di dimostrare che solo lui è in grado di comprenderne la grandezza, mentre Annie lo giudica mediocre e non all’altezza dell’originale finito. La recensione che scrive lui è quindi un elogio all’album nuovo e incompleto, arrivando a definirlo un capolavoro. Lei non la pensa così e si decide a scrivere quello che ha percepito sul blog di Duncan.

Per farla breve ci azzecca lei e il vero Tucker Crowe, che in America legge da tempo le riflessioni di una manica di fanatici sulla sua vita e sulla valenza artistica della sua musica, risponde ad Annie e vuole conoscerla.

Lei prende la palla al balzo, insieme al piccolo particolare che scopre il tradimento di Duncan con un’altra donna, e inizia il suo volo nella fantasia, verso una terra a lei sconosciuta ed esotica.

Il libro è un libro sulle illusioni e sulle aspettative, su quello che la non conoscenza può costruire di fasullo e sul mito che, idealizzato, può diventare qualsiasi cosa e assumere qualsiasi volto. È un romanzo sull’educazione culturale, sul fatto che siamo quello che ci viene insegnato, siamo il prodotto di ciò che ci circonda e questo diventa il nostro personale filtro per guardare e giudicare anche la vita degli altri, senza conoscerla. In questo modo alcune cose sono bene altre male, alcune sono buone, altre cattive. Ma non tutto è quello che sembra e i punti di vista sono sempre infiniti, così come le personalità di ognuno di noi.

Duncan crea intorno a Tucker Crowe una figura mitica e inserisce eventi e avvenimenti della sua vita che non gli appartengono, raccoglie informazioni confuse e costruisce quello che lui vuole credere sia Tucker Crowe, assegnandoli amori mai vissuti, figli mai nati e una faccia che non è la sua, bensì quella del vicino di casa di Crowe dal nome pittoresco (Cazzo).

Annie è il personaggio che cerca di affrancarsi da questo meccanismo che sente il bisogno di libertà e di fuga da una realtà opprimente, così ascolta la musica più con l’istinto che con l’elocubrazione e comprende meglio. Però anche lei mitizza, mitizza l’uomo rendendolo un’ideale e poi, conoscendolo, si rende conto che raccoglie e semina anche lui problemi, ansie, debolezze e inadeguatezze tutte umane.

Sotto tutto questo striscia il confronto tra due culture, quella americana, apparentemente più libera e disinvolta e quella inglese, apparentemente più rigida e conformista. In mezzo personaggi che sono persone, che siamo tutti noi, che vorremo che l’altro fosse diverso, che noi stessi fossimo diversi, che il mondo intero fosse diverso, alla ricerca di che quello che c’è dentro ognuno di noi.

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