Tributo a Fabrizio De André

Questo piccolo spazio è dedicato a un grande narratore, un poeta del XX secolo. Le sue parole sono state insieme dirette ed evocative, popolari e ...

Questo piccolo spazio è dedicato a un grande narratore, un poeta del XX secolo. Le sue parole sono state insieme dirette ed evocative, popolari e sofisticate

de andré

Fabrizio De André ha avuto con il vino un rapporto anche troppo confidenziale. Non era infatti inconsueto trovarlo inebriato durante i suoi concerti.

Le sue canzoni, opere uniche e sempre attuali nel panorama musicale italiano, hanno spesso parlato di vino.
Enoteca Letteraria rende omaggio a un grande artista, riportanto i brani delle sue canzoni nei quali il vino, anche solo per un momento e in accezioni non sempre positive, è diventato protagonista.


La città vecchia – 1965

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino.
Li troverai là col tempo che fa estate e inverno,
a stratracannare, a stramaledir le donne il tempo ed il governo.

Loro cercan là la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere.
Ci sarà allegria anche in agonia col vino forte,
porteran sul viso l’ombra d’un sorriso tra le braccia della Morte.

F. De André, 1965, Karim – Edizioni Leonardi Srl; La Cascina Srl

Il pescatore – 1970

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame.

F. De André, 1970, Bluebell Records – BMG Ricordi Music Publishing Spa

La collina – 1971

Dov’è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant’anni
e con la vita avrebbe ancora giocato
lui che offrì la faccia al vento,
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all’amore né al cielo.

F. De André – G. Bentivoglio – N. Piovani, 1971, Produttori Associati – BMG Ricordi Music Publishing Spa

Un blasfemo – 1971

Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l’anima a forza di botte.

F. De André – G. Bentivoglio – N. Piovani, 1971, Produttori Associati – BMG Ricordi Music Publishing Spa

Se ti taglassero a pezzetti – 1981

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà, signorina fantasia
così preziosa come il vino, così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

F. De André – M. Bubola, 1981, Ricordi – BMG Ricordi Music Publishing Spa

Creuza de ma – 1984

E a ‘ste panse veue cose che daià
cose da beive, cose da mangiä
frittûa de pigneu giancu de Purtufin
çervelle de bae ‘nt’u meximu vin
lasagne da fiddià ai quattru tucchi
paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi.

E ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä.

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F. De André – M. Pagani, 1984, Ricordi – BMG Ricordi Music Publishing Spa

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