Tra Le Nuvole di Walter Kirn

Un libro fresco e brillante che nasconde un'anima complessa e profonda. Come un vino bianco che bilancia l'acidità con la struttura, a scapito però ...

Un libro fresco e brillante che nasconde un’anima complessa e profonda. Come un vino bianco che bilancia l’acidità con la struttura, a scapito però dell’armonia

Il romanzo di Walter Kirn, reso famoso al grande pubblico dalla trasposizione cinematografica con protagonista George Clooney, è scritto bene e con un ritmo incalzante e arguto, capace di portare avanti la lettura con intelligenza e una certa voracità.

La storia è quella di un uomo che vive la sua vita in volo, tra un aeroporto e l’altro, in un mondo a cui ha dato nome di Airworld. Ryan Binghan è un consulente per la ricollocazione professionale, in parole povere una specie di psicologo che accompagna gli sfortunati nel loro percorso di licenziamento e reinserimento nella società senza più un’occupazione. Un lavoro che toglie concretezza per scambiarla con parole, consigli, trucchi per sopravvivere. Proprio come il mondo nel quale Ryan si muove e scambia i suoi rapporti personali. Un universo di passaggio, fatto di incontri occasionali, conoscenze superficiali e, solo poche volte, vere occasioni di creare legamo concreti.

In questo surrogato della realtà il nostro protagonista ha due obiettivi. Raggiungere il bonus di un milione di miglia di volo e cercare di cambiare lavoro. Entrambe le mete sembrano non arrivare mai. Il nuovo lavoro inoltre sembra più un’idea che una reale prospettiva e il percorso di Ryan verso questa “oscura” possibilità prende una piega misteriosa e inaspettata.

Tra le Nuvole è quindi un libro piacevole e scorrevole, ironico e pungente… almeno sino alla fine. Senza svelare nulla diciamo solo che l’impressione ricevuta dalle ultime pagine è quella di un brusco cambio di rotta narrativa. Per restare in tema, una sorta di virata verso una rotta non tracciata e nemmeno pianificata, ignota e forse pericolosa. L’impressione è di leggere un altro libro, un’altra storia. Qualcosa si è spezzato e il sapore è diverso e distonico. Proprio come un vino che si presenta armonico al naso e scorre bene in bocca, ma si perde nel finale, presentandoci una persistenza tutt’altro che prolungata e un retrogusto non all’altezza.

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