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    L’Attore Americano di Rossana Campo

    domenica, 5 luglio 2009
    {lang: 'it'}

    Rossana Campo, già Scrittrice del Mese di Giugno sul nostro blog, racconta l’amore, passionale e idealizzato, di una ragazza italiana per un attore americano

    Rossana Campo, come già avevamo detto, è una scrittrice sincera. Trovare l’onestà nella scrittura oggi non è cosa scontata, cadere nelle trappole della fiction è banalmente facile. L’Attore Americano non ha grandi pretese, vuole raccontare una storia. Una storia apparentemente scontata, condita con una passione autentica e l’esposizione coraggiosa di sentimenti veri, nei quali ogni donna che sa farsi trascinare dal cuore riesce facilmente a riconoscersi.

    La trama è presto detta. Una ragazza italiana che vive a Parigi si innamora di un famoso e tormentato attore americano dopo averlo visto dal vivo alla prima francese del suo ultimo film. Tutto quello che si accompagna ad una figura carismatica e idealizzata, come questo Bello e Famoso, possiamo immaginarlo, quello che vede lei in lui, quello che lei sola avverte della sua personalità e che, irrimediabilmente, la affascina, è nascosto negli abissi della sensibilità femminile.

    Rossana Campo ci racconta queste emozioni, le debolezze, le attrazioni, le proiezioni di questa donna travolta da una passione assurda quando reale. Il mito viene umanizzato e dietro alla maschera viene mostrato il vero volto delle persone, la parte più nascosta e debole, il senso di smarrimento di fronte alle sfide di una vita vissuta giorno per giorno.

    Ecco che in tutto questo ci vuole coraggio, senza retorica, coraggio di mostrare e mostrarsi, di mettersi davvero a nudo come donna, scrittrice e “essere capace di sentire”. L’Attore Americano di Rossana Campo è una lettura comunque leggera e piacevole, scorrevole, senza che questo vada ad intaccarne lo spessore  e la consistenza, come un vino bianco chiaro e profumato che in bocca ci sorprende per il corpo e l’intensità delle sensazioni.


    Poesie Zen e Brut Rosé Arturosè Azienda Bersano

    venerdì, 8 maggio 2009
    {lang: 'it'}

    Poesie Zen a cura di Lucien Stryk e Takashi Ikemoto, con uno Spumante Brut Rosé Arturosè dell’Azienda Bersano di Asti, dove è nato il Metodo Classico italiano

    Abbinamento bizzarro, dopo tempo che di abbinamenti nemmeno l’ombra. Tempi di carestia anche per la fantasia. Ecco allora che, tra le montagne di libri di una libreria del centro, compare questo, lo Zen. Inflazionatissima parolina che pare aprire mente e spazi dai confini infiniti. Evocandola si brama alla luce più saggia ed intensa. Ma a colpirmi, a onor del vero, è la “saggia presentazione” di una grande donna, seppur discussa, della letteratura contemporanea: Rossana Campo.

    Ma andiamo con ordine. In questo piccolo volume sono racchiusi millecinquecento anni di storia dei più grandi maestri zen, poeti dell’illuminazione. Anche se, in questo caso, è velata la contraddizione ed il paradosso del non prendersi troppo sul serio. Ma, riflessioni zen a parte, la poesia è, a mio avviso, priva di giudizio, come un’opera d’arte. Tutt’al più evoca, riduce o amplifica le emozioni.
    Il risultato è certo vicino alla filosofia orientale. I versi contenuti, scritti secondo l’haiku più tradizionale, riescono a stupire con la leggerezza del petalo di rosa o la tenacia di un colpo di frusta.

    Interessante la presentazione di Rossana Campo che si svela nella fragilità e nel riconoscere quei limiti che abitano in ognuno di noi e che forse l’approccio, seppur timido ma onesto, verso una cultura tanto lontana, rivela. Nessuna ambizione al sermoneggiare, ma un’attenta analisi sulla vera essenza dell’uomo, quella “mente” che unisce la ragione al cuore e alla vita, indissolubilmente. E poco importa se l’analisi ha successo o lascia qualche perplessità. Il segreto, la scommessa è il provarci. Non conta il risultato quindi ma la volontà della ricerca di sé. Più semplicemente, se anche questo dovesse risultare pedante e noioso, queste pagine possono essere un viaggio fantasioso in un posto che pare tanto lontano ma che in fondo esiste in ognuno di noi.

    L’abbinamento libro vino ideale direi debba essere vivace e frizzante. Quel che preferite, purchè in armonia con la contraddizione di alcuni “grandi saggi”, in quell’oasi di libertà in cui il bianco e il nero assumono il medesimo significato. Nel nostro caso abbiamo pensato di esaltare l’apparente contraddizione tra la riflessione del pensiero Zen e l’esuberanza di un buon

    Spumante Brut Rosé Arturosè Metodo Classico, annata 2005, dell’Azienda Bersano

    Il colore tenue, il perlage fine e persistente e i profumi e sapori fruttati ci accompagnano elegantemente nella lettura, con quel pizzico di brio che non guasta mai. Il territorio e quello di Nizza Monferrato in provincia di Asti, la zona di un Piemonte famoso per i rossi che, nel 1800, ha visto nascere il primo Metodo Classico nazionale, prima vera alternativa italiana allo Champagne francese.
    Buona degustazione dunque e buona lettura, alla scoperta di quelle unicità o primati che spesso sono solo dentro ognuno di noi.

    Per settantadue anni ho tenuto appeso
    la soglia del karma
    dopo averlo infranto,
    ho varcato la soglia del Sentiero

    Ikuo-Myotan

    Clarita Kalimocio


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