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  • Articoli marcati con tag ‘Romanzo’

    Il più Grande Uomo Scimmia del Pleistocene di Roy Lewis

    sabato, 31 gennaio 2009

    Un libro esilarante, un romanzo sorprendente, una storia originale che riesce a mescolare magistralmente anacronismo, realtà e ironia, in dosi perfette

    Una acuta riflessione sulla modernità che arriva direttamente dal Pleistocene. Edward è senza dubbio il più geniale uomo scimmia del suo tempo. Attorniato da una famiglia decisamente originale e da personaggi pensanti come se ne trovano pochi al giorno d’oggi, Edward riflette con rigore scientifico e sano umorismo sulla vita, scoprendo il fuoco, la lancia e il matrimonio, gli strumenti più pericolosi di una modernità che anticipa e concorre a creare.

    Immersi in un’epoca pericolosa e selvaggia, dove la prima preoccupazione è quella di mangiare senza essere mangiati, Edward e la sua famiglia trova lo spazio per la scoperta e la sperimentazione di invenzioni e abitudini nuove e spesso “contro natura”.

    Uscito per la prima volta nel 1960 il libro di Roy Lewis è davvero inclassificabile e senza tempo, ormai un classico, purtroppo ancora poco conosciuto.

    Ricordo ancora con estremo piacere quando arrivai alla fine di questo splendido e sorprendente libro senza troppe pretese e, forse per questo, davvero speciale. Consigliamo la lettura di questa storia senza tempo soprattutto ai ragazzi che hanno ancora voglia di scoprire e di fare delle domande per avere delle risposte vere.

    Una Testa Mozzata di Irvine Welsh

    giovedì, 15 gennaio 2009

    Dall’autore di Trainspotting un romanzo spudoratamente sboccato in pieno stile scozzese. Il racconto leggero di un amore e del desiderio di fuga e di scoperta

    The Guardian definisce il libro: “Surreale, stravagante, grottesco… Un romanzo vitale, brillante e divertentissimo“, mentre The Sunday Times afferma: “Irvine Welsh è la cosa più bella che sia capitata alla nostra narrativa negli ultimi decenni“.

    Siamo costretti per una volta a essere piuttosto critici nei confronti di queste affermazioni. Il romanzo di Welsh è indubbiamente grottesco (o cerca di esserlo), è sicuramente stravagante (a volte forzando la mano), ed è a tratti divertente.
    Quella che sembra una stroncatura totale, vuole essere prima di tutto uno spunto di riflessione sulla tendenza critica attuale, sul facile entusiasmo con il quale si accoglie ogni nuovo, o presunto nuovo, caso letterario.

    Una testa mozzata è, in fin dei conti, un romanzo piacevole che ti porta alla fine, ma certamente non brilla per originalità o per un elevato o particolare stile narrativo. In questo caso le critiche esagerate riportate in prima e in quarta di copertina possono forse ottenere un effetto contrario a quello voluto, finendo per deludere il lettore.

    Consigliamo quindi la lettura di questo libro, prima di tutto, per comprendere la situazione emotiva e sociale di una realtà come quella della periferia scozzese, con i suoi ritmi sempre uguali, i personaggi immutabili e il desiderio di fuga dall’abitudine e dalla monotonia. Consigliamo tuttavia di prenderlo per quello che è, un libro leggero e assolutamente non pretestuoso, un romanzo fatto di personaggi, dialogato, desideroso (a volte forse in maniera un pò forzata) di piacere al lettore.

    Vida, non abbandonarmi! di Ledi Shirley Cavalcante

    venerdì, 12 dicembre 2008

    Un libro scritto originariamente in spagnolo viene ora pubblicato in italiano da Imedea Edizioni d’Arte. Thriller, amore e ricerca della verità si fondono

    “Il corpo era ancora caldo come se la vita non volesse abbandonarlo e lei, immersa in una specie di ipnosi, guardava fisso le luce del albero di Natale addobbato con tanta cura. C’era silenzio, nessun segnale di vita dentro e fuori dalla stanza, come se la vita si fosse fermata proprio in quel momento. Squillò il telefono, il rumore la strappò bruscamente da quel viaggio mentale verso l’ignoto. Una, due, tre volte… Scatta la segreteria. Nessuno parla. La sua mente la riporta a quella mattina di sei mesi prima…”

    (continua…)

    La casa del sonno – Jonathan Coe

    lunedì, 13 ottobre 2008

    Lo scrittore inglese disegna abilmente, tra le pagine di questo romanzo, le figure nette e definite di personaggi vivi e posseduti da un fascino universale

    La casa del sonnoAnni fa un’amica mi regalò questo libro e lo trovai
    subito interessante, originale, piacevole.

    Jonathan Coe divenne subito uno scrittore da seguire e così comprai
    anche tutti gli altri suoi romanzi.

    Devo dire però che non ritrovai più la forza, la verità, l’originale quotidianità
    dei personaggi descritti ne La casa del sonno.

    La letteratura contemporanea, in ogni caso, regala raramente una narrativa di questo livello, fatta di follie, paure, speranze, storie al limite del reale e altre ordinarie.

    Consiglio la lettura de La casa del sonno ai sognatori, agli amanti dei racconti eccessivi, a chi ha voglia di immergersi in sé stesso e scoprire, anche nei personaggi di un romanzo, piccoli pezzi del proprio essere, verità nascoste sotto il velo di un sonno profondo, a volte un vero e proprio sonno della coscienza.

    Philip K. Dick – Blade Runner

    domenica, 17 agosto 2008

    Los Angeles 2020. In questo tempo il visionario scrittore americano ambienta uno dei suoi capolavori. Un libro senza compromessi, libero come l’immaginazione.

    Blade Runner

    Il titolo originale è Do Androids Dream of Electric Sheep?

    Esce nel 1968 e anticipa tutti i tempi, influenza il cinema e la sua visione della Fantascienza.
    Dipinge un mondo cupo e difficile e si presenta molto più originale e visionario della celebre trasposizione cinematografica.

    Pochi giorni fa ero a Los Angeles

    Non so come sarà nel 2020, ma è di certo una città dal fascino ammalato. L’impressione generale è di abbandono e di forte squilibrio tra ricchezza e povertà, ordine e disordine, legalità e criminalità.

    Forse proprio queste contraddizioni, queste ambiguità hanno ispirato la scrittura di Philip Dick, affascinato dal doppio, dalla violenza, da una preveggenza dettata dalla sua grande capacità di analisi e di anticipazione dei tempi.

    In definitiva il film è un grande film, ma è una cosa altra rispetto al romanzo.
    Forse proprio perchè l’unicità del libro è troppo difficile da riprodurre visivamente e alla quale, nonostante i tempi, non siamo ancora preparati.

    Bukowski, un vino da tavola?

    lunedì, 21 luglio 2008

    Abbinare i libri di Charles Bukowski a una tipologia di vino sembra facile. In realtà non è così. Sotto l’apparenza delle cose si nasconde infatti una sorpresa

    Un rosso importante imprigionato in un fiasco

    Pulp Fiasco

    Questa l’impressione che deriva dallo stile, dai racconti e dalla vita di un grande e discusso scrittore americano (anche se le sue origini erano tedesche).

    Abbinare i suoi romanzi a un anonimo vino da tavola (con tutto il rispetto per la categoria) è anche sin troppo immediato.
    Affiorano subito alla memoria le bottiglie consumate come boccate d’aria, gli squallidi locali e le compagnie di strada che ricorrono come un ritornello in tutte le sue pagine.
    Ma vale la pena soffermarsi e “gustare” con attenzione.

    Note inaspettate al naso

    In degustazione il primo passaggio al naso deve avvenire a vino fermo. Da qui ci arrivano le prime sensazioni olfattive.

    In un secondo luogo dobbiamo agitare, ruotandolo, il vino nel bicchiere, così che si ossigeni e sprigioni le note ancora nascose. Ecco che sentiamo qualcosa che c’era sin da prima, ma non riuscivamo a percepire. Profumi e sensazioni spesso inaspettati, complessi, ampi.

    Quello che ci arriva al naso dopo aver agitato il bicchiere è Bukowski in purezza.

    La sua narrativa senza compromessi, la poesia nascosta tra la spazzatura, l’etica e la morale che emergono e si mostrano proprio a partire dalla loro apparente assenza, sono gli indizi che ci svelano un rosso importante, corposo, strutturato e colorato, cammuffato sotto le mentite spoglie di un fiaschetto utile solo a procurarsi una sbronza.

    Questo è un buon motivo per leggere Bukowski e assaggiare senza troppi preconcetti quello che abbiamo nel bicchiere.
    Le sorprese d’altronde non si sa mai da che parte arrivano.

    Sostiene Tabucchi

    sabato, 19 luglio 2008

    Antonio Tabucchi è uno dei grandi scrittori italiani contemporanei. Suggerire un abbinamento a un vino è impresa ardua. Mi limiterò quindi a consigliare 2 libri

    La testa perduta di damasceno monteiro

    Un insolito giallo, una città che affascina e rapisce, cronaca, giustizia e abusi.
    Questo lo sfondo dove si svolge la vicenda dell’ispettore Fernando de Mello Sequeira, alla ricerca della testa perduta di Damasceno Monteiro.

    La narrazione di Tabucchi è, come sempre, perfetta.
    Il suo stile è inconfondibile, con quell’incredibile capacità, che hanno pochi scrittori, di rendere scorrevoli e piacevoli alla lettura temi complessi e sargomenti normalmente ostici.

    Universale Economica Feltrinelli
    6,71 euro

    L'oca al passo

    Dalla “semplice” logica del gioco dell’oca, un libro, romanzo, saggio, che racconta la società e la politica italiane.
    Tra le sue pagine il lettore avrà un ruolo attivo, dovendo scegliere un percorso di lettura piuttosto che un altro. Saltando argomenti, recuperandone altri lasciati indietro, decidendo come sviluppare il proprio percorso narrativo e conoscitivo.

    Tutti noi ci troviamo di fronte a scelte nella vita e, prima o poi, dobbiamo decidere che direzione seguire.
    Come dice Tabucchi stesso: “il futuro è di vostra competenza: pensateci voi”.

    Feltrinelli Superdue
    9,50 euro

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