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  • Articoli marcati con tag ‘Ghemme’

    Il Ghemme 2003 Conquista gli Intenditori di Tutto il Mondo

    lunedì, 15 novembre 2010
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    La Torraccia del Piantavigna conquista due posizioni sul podio dei vini rossi in Australia primo tra gli europei, secondo assoluto

    La qualità piemontese batte i vini di casa alla fiera Restaurants 2010 di Sydney. Il Ghemme 2003 della Torraccia del Piantavigna sbaraglia la concorrenza dei rossi di tutto il mondo, superando anche i migliori rossi australiani. Dopo aver conquistato le attenzioni dei consumatori di qualità in paesi esteri come la Cina, il Ghemme Docg registra un doppio successo in un altro stato lontano dal continente europeo: l’Australia.

    (continua…)

    Ghemme per un Giorno Capitale della Cultura del Vino

    giovedì, 29 aprile 2010
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    L’8 maggio a Ghemme, quattro importanti momenti dedicati al vino e all’enogastronomia. Ospite d’eccezione: Carlin Petrini

    L’8 maggio Ghemme diventerà per un giorno la capitale della cultura del vino e dell’enogastronomia. Ci sarà persino Carlin Petrini, presente alla giornata per incontrare i bambini del territorio e tutti gli appassionati della filosofia Slow Food.

    (continua…)

    Torraccia del Piantavigna in Nuova Zelanda

    sabato, 5 dicembre 2009
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    La Nuova Zelanda? È vicina… a Ghemme! Torraccia del Piantavigna esporta un nuovo stile piemontese nella terra dei Maori

    La Nuova Zelanda beve sempre più italiano: a contribuire a questa crescita è anche Torraccia del Piantavigna, azienda di Ghemme (NO), che nel paese sta esportando, certo, i vini simbolo del territorio, primi fra tutti il Gattinara DOCG e il Ghemme DOCG, ma anche un vino moderno come il Barlàn, il Nebbiolo mascherato, rosato ottenuto da uve Nebbiolo al 100%.

    (continua…)

    Piccole Grandi Doc Piemontesi

    giovedì, 21 maggio 2009
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    Una degustazione di vini del nord Piemonte all’insegna del Nebbiolo. Un grande vitigno nazionale nella sua espressione più affascinante

    Il Nebbiolo, probabilmente il più grande vitigno da invecchiamento che abbiamo in Italia, è padrone assoluto delle piccole Doc del nord Piemonte. La regione conosciuta nel mondo per Barolo, Barbaresco, Langhe e Roero riesce a donare un’espressione totalmente differente al vitigno Nebbiolo.

    Stiamo parlando del Territorio che comprende le Doc Gattinara, Ghemme, Boca, Bramaterra, Lessona, Sizzano, Fara e Carema. Una fascia collinare che attraversa le province di Biella, Novara e Vercelli e che comprende una zona vitata di poco più di 300 ettari.

    Per renderci conto delle dimensioni produttive possiamo cominciare col dire che il Nebbiolo rappresenta solo il 4% della produzione vinicola piemontese e che il 40-45% di questa produzione è dedicata al Barolo. Se confrontata alla zona sud del Piemonte e ai numeri di Langhe e Roero, la produzione di Nebbiolo nel nord della regione diventa davvero minima.

    Il territorio dei piccoli grandi vini del nord è caratterizzato da terreni a tendenza acida, che alternano rocce dure a un porfido facilmente sgretolabile. Terreni ricchi di sostanza minerali che trasmettono all’uva, e quindi al vino, una maggiore acidità e mineralità rispetto ai Nebbiolo prodotti al sud.

    Qui il Nebbiolo è quasi padrone assoluto e divide il terreno con poche altre uve usate per bilanciare, in differenti modi, le caratteristiche del vitigno predominante. Le percentuali di altre uve permesse dalla Doc comprendono generalmente Croatina, Vespolina e Uva Rara.
    Curiosa l‘antica coltivazione a Maggiorino, con 3 piante centrali che, crescendo insieme, si aprivano a raggera sorrette da pali. Questo metodo ormai è scomparso per ovvi motivi legati alla complessità e alla resa, ma val la pena ricordarlo in quanto sembra essere il frutto della mente dell’architetto Alessandro Antonelli, lo stesso della Mole Antonelliana.

    Tra i vini degustati abbiamo particolarmente apprezzato il Boca Doc dell’Azienda Le Piane, prodotto con sapienza da uno svizzero trapiantato in Piemonte.

    Suo marito sbuffò alquanto, ma poi si rassegnò a infilare i guanti. «Trota, oggi, curato», diss’egli mentre l’umile sposa glieli abbottonava. «Tartufi bianchi, francolini e vin di Ghemme.»

    Fogazzaro - Piccolo Mondo Antico


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