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    I Vent’anni di Luz di Elsa Osorio

    martedì, 28 aprile 2009
    {lang: 'it'}

    I Vent’anni di Luz è considerato il capolavoro di Elsa Osorio. Noi che non crediamo se non mettiamo il naso l’abbiamo letto e confermiamo al cento per cento

    Dopo aver letto ed essermi commossa con Lezione di Tango ed aver raccolto discordanti opinioni sulla qualità dello scritto a favore di quello che viene considerato il capolavoro di Elsa Osorio, I vent’anni di Luz, ne sono stata magicamente attratta e, a ragion del vero, è senz’altro il suo capolavoro.

    Intenso, crudo, avvincente eppure terribilmente commovente, quattro aggettivi che riassumono il tutto. Uno di quei libri che a fatica lasci sul comodino e per i quali torni di corsa la sera, a quel momento in cui, fra le tue mani, si potrà rivelare nella sua interezza.

    Inizia con un incontro a Madrid. Luz, protagonista ed eroina e Carlos, la cui identità si svelerà dopo pochi capitoli. La storia purtroppo quella di tanti nell’Argentina degli anni Settanta, sprofondata nel buio della dittatura militare. Prelevata da un carcere vicino a Buenos Aires, Liliana, studentessa comunista, arrestata e condannata a morte come sovversiva, da alla luce una bambina: Luz.
    Inizialmente Luz viene affidata alle cure della fidanzata di un sergente carceriere, successivamente alla figlia di Dufou uno dei responsabili della repressione che ha perso il suo primogenito alla nascita.
    L’infanzia di Luz è costellata da un rapporto conflittuale con la madre che, insieme ad altri indizi, la portano a sospettare delle sue vere origini. Trascorrerà i suoi vent’anni alla ricerca, a tratti disperata e ostinata, della verità. Una verità che le dia il perché dell’odio, spesso manifesto, della madre e una luce definitiva sulle sue origini.

    Aiutata dal marito Ramiro, figlio di un “desaparecido”, supportata dall’amore del suo piccolo Juan e coccolata dalla certezza che la verità sul suo passato le donerà un futuro migliore, riuscirà a scoprire le dinamiche e le persone che hanno attraversato il suo cammino.

    Elsa Osorio anche in quest’opera usa un modo altro di raccontare la Storia, quella con la S maiuscola, scritta nei libri tra le peggiori espressioni dell’uomo, la storia dei desaparecidos, della dittatura, del coraggio delle donne di Plaza de Mayo, la storia di madri che non hanno più riabbracciato i loro fogli e del coraggio di una ragazza che non teme una verità scomoda e pesante.
    Il libro è a tratti crudo, ma con la certezza di quel lieto fine che non è frutto di una capacità creativa indiscussa ma forse, ci piace credere, di quella parte piccola e fragile di giustizia in cui l’amore e la determinazione trovano ragione.
    Sensibilità femminile, passione del popolo argentino, pathos e violenza di vicende orribile, un impianto narrativo che senz’altro rapisce.

    “…raccontami del tuo fidanzato, il tuo compagno… E fu come se si fosse accesa la luce, il suo sorriso illuminò tutto. È bellissima quando sorride, e anche quando ride. Non so come faccia a ridere con tutto quello che le sta succedendo (…) mi ha raccontato che il suo fidanzato si chiamava Carlos Squirru e mi ha chiesto, nel caso le fosse successo qualcosa e l’avessero uccisa, di scoprire cosa gli era capitato e, nel caso fosse stato ancora vivo, dirgli che Lili era nata…”

    Clarita Kalimocio


    Lezione di Tango di Elsa Osorio

    sabato, 7 marzo 2009
    {lang: 'it'}

    Con Lezione di Tango Elsa Osorio racconta un’Argentina passionale e complessa, il dramma, l’eleganza e la forza che si celano dietro un piccolo passo di danza

    Citando Borges
    “Benché la daga ostile o un’altra lama,
    Il tempo, li abbia spenti nel fango,
    Oggi di là dal tempo e dall’infausta
    Morte, quei morti vivono nel Tango”.

    Il titolo svela solo in parte la trama. Il tango, un intreccio di storie, di passioni, di vite, in un’evoluzione di passi con tutto il fascino dei tangueros, del proibito che, in questo volume, rispecchia il dramma degli argentini. Il potere del silenzio ma anche la voglia di non cedere all’oblio, l’energia quale unica risposta al vivere.

    La storia è tra Ana, giovane sociologa amante del tango emigrata in Francia con la famiglia negli anni settanta per scappare alle repressioni del regime, e Luis, un regista in crisi professionale e personale. Luogo dell’incontro Parigi, una sera in una milonga della città. Piano piano la storia si dipana, rivelando che i due hanno in comune molto di più della condivisione del ballo. Intrecci familiari cominciati in Argentina molti anni prima li accomunano: un amore diviso tra i loro bisnonni ballerini di tango.

    Così inzia un intreccio globale di personaggi e storie che a tratti mette a dura prova il lettore. Entrano tutti insieme in scena ma poi, una volta riprese le redini del racconto, diventano parte integrante del tutto.

    Un libro che si legge tutto d’un fiato, in cui va riconosciuta una originale costruzione narrativa, seppur complessa. Ci sono, nel romanzo, tutti gli ingredienti della letteratura sudamericana che scalda il cuore a noi europei.

    È un libro appassionante, che non riesci ad abbandonare. Una pagina di storia che non concede tregua al lettore. È un tango palpitante, che attraverso le sue note e i suoi passi ci ricorda l’importanza di superare le diversità, di farsi guidare dalle proprie passioni e di non lasciarsi sopraffare da regole prestabilite.

    Contestato da molti per il confronto con il capolavoro della Osorio, Vent’anni di Luz, resta a mio avviso un libro affascinante e suadente, una tinta di rosso con l’eccesso di qualche vibrazione di Gardel.

    Clarita Kalimocio

    Fiano d’Avellino e Lezione di Tango

    venerdì, 10 ottobre 2008
    {lang: 'it'}

    Questo articolo lancia un nuovo modo di concepire l’abbinamento libro vino, un modo tutto al femminile. L’abbinamento in rosa nasce dall’unione degli opposti

    Mastroberardino

    Il Fiano d’Avellino è un vino nobile, una vera delizia per il palato.

    Ottimi prodotti provengono dall’azienda Mastroberardino e dai Feudi di San Gregorio.

    I terreni argillosi e vulcanici che lo ospitano donano al vitigno e al vino una particolare fragranza, quasi aromatica.

    Si tratta di un vino che una volta provato difficilmente si dimentica, come difficilmente si dimenticano le passioni forti.

    Un vino con questo carattere, anche se a bacca bianca, si può accompagnare facilmente ad una lettura corposa e passionale, dando vita al nostro primo abbinamento in rosa.

    Lezione di Tango di Elsa Osorio

    Lezione di tango

    E’ un romanzo commovente, un libro appassionante, dalla fragranza unica, riconoscibile.

    Una lettura di quelle che, una volta iniziate, non si possono abbandonare.

    Ti rapisce e ti conduce in una perfetta struttura narrativa, incalzante, senza tregua, come la musica, come il tango.

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