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  • Articoli marcati con tag ‘corso di degustazione’

    Il gusto – il retrogusto

    giovedì, 2 settembre 2010

    Si tratta dell’ultima caratteristica da giudicare prima di assegnare il voto conclusivo, calcolare il punteggio finale e chiudere la scheda di degustazione

    Il retrogusto di un vino consiste nella sensazione gustativa e olfattiva che persiste in bocca dopo aver deglutito il vino, l’impronta personale, il timbro finale. Ho scritto non a caso “deglutito” e non “espulto” o, più volgarmente, “sputato” per un motivo ben preciso. Pur comprendendo che degustando ad esempio venti vini differenti, forse qualcuno è anche il caso di non ingerirlo, penso che non si possa capire pienamente un vino, e soprattutto il suo retrogusto, senza berlo fino in fondo.

    (continua…)

    Il gusto – il corpo

    martedì, 5 maggio 2009

    Il Corpo, nella degustazione, determina ed evidenzia la ricchezza e la sostanza di un vino, ed è formato da un insieme complesso di componenti

    Quando si porta un vino alla bocca e lo si degusta, rileviamo tutta una serie di sostanze estrattive che stimolano il nostro senso del gusto. Ci sono i tannini, gli antociani, gli acidi, i sali, gli alcoli, la glicerina, gli zuccheri, le sostanze albuminoidi e quelle pectiche. Tutti questi elementi essenziali e indispensabili per l’equilibrio di un vino formano il corpo, ovvero la sua caratteristica di ricchezza e di sostanza.

    Un altro modo per definire il corpo di un vino può essere quello di escludere idealmente l’acqua e le sostanze volatili presente nel prodotto. Ciò che rimane è il corpo. Questo, infatti, è anche chiamato estratto.

    I vini rossi hanno in genere un corpo maggiore dei bianchi per il fatto che questi ultimi hanno una percentuale di molto inferiore di tannini, le sostanze che nel vino danno la sensazione di astringenza (tipico paragone il gusto del caco maturo). In ogni caso anche i vini bianchi possiedono un loro corpo e non è escluso che un vino bianco possa essere più corposo di un vino rosso (pensiamo a un bianco evoluto in legno a paragone di un vino rosso novello).

    Dovendo quindi il corpo rappresentare la struttura, lo scheletro che sostiene un vino nel suo complesso, ne deriva che un giusto corpo deve essere bilanciato da una certa armonia ed equilibrio, per non rivelarsi troppo invadente o predominante sulle altre sensazioni.

    Il corpo si può avvertire quando, portando un vino alla bocca, si percepisce il suo “peso” al centro della lingua. Questo peso può variare da una sensazione magra sino ad una decisamente robusta.


    La vista – l’intensità

    sabato, 23 agosto 2008

    Questa terza lezione sull’aspetto visivo della degustazione riguarda l’intensità della colorazione in un determinato vino

    L’intensità di pigmentazione in un vino è determinata dalla quantità di sostanze coloranti nelle uve, i cosidetti antociani e flavoni, polifenoli del vino.

    Intensità

    Altri fattori che, alla base, determinano l’intensità visiva di un vino sono: il vitigno, il terreno, il grado di maturazione dell’uva, la sanità dell’uva e del processo di vinificazione, l’affinamento del vino.

    A seconda della quantità di colore presente, possiamo definire un vino come:

    pallido
    scarico
    adeguato
    carico
    intenso
    scuro
    cupo

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