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  • Articoli marcati con tag ‘cinema’

    Quattro Amici di David Trueba

    martedì, 2 dicembre 2008

    Un libro colorato, una storia grottesca e scompigliata. Da un giovane autore spagnolo il racconto rocambolesco e sconclusionato di quattro amici in viaggio

    David Trueba, classe 1969, nasce come sceneggiatore di film come Two Much e si cimenta nella scrittura narrativa nel 1999 con Aperto tutta la notte.

    Quattro amici racconta il viaggio allucinato di un gruppetto di “moderni moschettieri” con lo stile disinvolto del gergo di strada, con l’immediatezza del dialogo giovanile e con la sfrontatezza di chi sa divertirsi con le parole.

    La Spagna sembra la patria ideale di prodotti editoriali (e anche cinematografici direi, escludendo il grande Almodovar) che si presentano come piccoli manuali sulla gioia di vivere e sulla spensieratezza. Quattro amici fa parte di questo filone e non nasconde le origini filmiche dell’autore. il libro infatti si “vede”, mostra i propri personaggi e li fa interagire in un palcoscenico colorato e variegato, da teatro itinerante.

    Per chi ama una narrativa leggera e “facile”, per chi vuole distrarsi da una giornata di lavoro, per chi preferisce lasciarsi trasportare velocemente senza soffermarsi troppo sui particolari, il romanzo di Trueba calza a pennello.

    Un abbinamento “visionario”

    lunedì, 14 luglio 2008

    Morte malinconica del bambino ostrica

    Azzardiamo un abbinamento “oltre i confini della realtà”

    Gli amanti del cinema geniale, visionario ed euforicamente malinconico di Tim Burton, non possono perdersi Morte malinconica del bambino ostrica - Einaudi 1997, un piccolo libro illustrato fatto di piccole storie tra la veglia e il sogno, tra il reale e la fantasia, tra il sorriso e il ghigno.

    Premessa all’assaggio

    Preparatevi a divorare questo libro con la mente libera dagli schemi mentali cui siete abituati, solo così ne apprezzerete il sapore.
    In caso contrario lo accantonerete pensandolo irrimediabilmente delirante e sconclusionato.

    Non mi viene in mente che un vino!

    Per un possibile abbinamento (se ne esiste uno) ad un libro simile, mi viene in mente solamente un prodotto altrettanto unico e particolare

    Il Vermouth Martelletti

    Vetmouth

    Si tratta un vino liquoroso aromatizzato ottenuto da vini bianchi zuccherini dal sapore neutro e delicato (di base vino Moscato), da alcol a 95-96°, da zucchero (saccarosio) e da piante aromatiche, delle quali la più importante è l’Assenzio maggiore (Artemisia absinthium L.).
    Ci sono anche: Zafferano giallo, radice di Zedoaria indiana, Aloe protetto, Mirra d’Etiopia, Vaniglia delle Antille, Arance amare di Imperia, Cannella di Ceylon e Rabarbaro cinese.

    In particolare l’Assenzio, che cresce spontaneo nella conca di Vertosan in Valle d’Aosta, è raccolto ed essiccato nel proprio solaio da un esperto locale.

    Quale altro vino se non questo straordinario prodotto può evocare i magici e visionari mondi partoriti dalla fantasia di Tim Burton?
    Cos’altro se non l’Assenzio è in grado di aiutare la nostra mente a vedere, con la coda dell’occhio, la creatura che riposa sotto il nostro letto?

    Ecco il consiglio

    Guardate Burton, leggete Burton e bevete un buon vino da meditazione… potrete scoprire nuovi punti di vista sul mondo che ci circonda.

    David Lynch tra cinema e scrittura

    giovedì, 10 luglio 2008

    In acque profonde

    Lynch ha scritto un libro!

    Non si può certo definire un libro bello nel senso canonico del termine.
    Certo è che aiuta a capire, se capire si può, cosa passa a volte nella mente di uno dei grandi registi di oggi.

    L’uomo della decostruzione temporale del racconto, il regista delle pieghe del tempo, delle esistenze parallele, dei doppi e del sogno che sconfina nella realtà, svela un indole pacata e pacifista, nel nome dell’amata Meditazione Trascendentale.

    Lo preferisco indubbiamente nelle sue espressioni cinematografiche, nelle rappresentazioni del “marcio” nascosto dietro l’apparente bellezza delle cose.

    Possibile abbinamento

    Il cinema di Lynch può essere paragonato a un vino rosso torbido, con vistose sospensioni depositate sul fondo.
    Scuoti un attimo il calmo contenuto della bottiglia e quel fondo torbido si allarga e si spande a contaminare tutto il vino.

    Rosso torbido

    Non resta che portarlo alla bocca, se si ha il sufficiente coraggio, ed ecco la piacevole sorpresa.

    Le sospensioni sgradevoli alla vista sono le stesse che danno sapore al vino, un sapore che colpisce, un gusto inconfondibile che ritorna riconoscibile in tutte le bottiglie Lynchiane che si aprono.

    Il retrogusto è sorprendentemente persistente.
    Potete ritrovarlo persino di notte, coricati nei vostri letti, ad accompagnare i vostri sogni.

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