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  • Articoli marcati con tag ‘bollicine’

    Bollicine per Tutti gli Italiani, Acquisti in Crescita

    lunedì, 28 dicembre 2009

    Bollicine italiane per superare la crisi dei consumi. Un mercato nazionale che si è impennato negli ultimi giorni: ad una stima prudente, fa riscontro un incremento di pacchi regalo e di acquisti nella GDO

    Acquisti legati al consumo domestico e al regalo per le feste. “Meglio una buona bottiglia con gli amici e in famiglia” sembra lo slogan più diffuso. In Italia meno Champagne, solo 4 milioni di bottiglie (erano 4,5 nel 2008 e 5,6 nel 2007) per fine anno, mentre sale la febbre per una bottiglia italiana.

    (continua…)

    Festival del Franciacorta 2009, un’ora dopo

    domenica, 20 settembre 2009

    Impressioni a caldo sulla manifestazione d’eccellenza dedicata al Franciacorta, un vino, un metodo, un territorio

    Senza accorgerci siamo ormai giunti alla decima edizione del Festival del Franciacorta. La comunicazione dell’evento non è mai stata così ampia e diffusa come quest’anno e ormai comincia a entrarci in testa il concetto, la filosofia principale che il Consorzio cerca di promuovere da anni. Il Franciacorta è solo Franciacorta e solo così deve essere definito. Non bollicine, non spumante, non talento, nemmeno metodo classico, ma solo e unicamente Franciacorta. Franciacorta è anche un metodo di produzione con un disciplinare rigido, che prevede un riposo del prodotto sui lieviti maggiore anche dello Champagne francese. Infine Franciacorta è anche un Territorio, in provincia di Brescia, particolarmente vocato per la coltivazione della vita e nel quale regna incontrastato lo Chardonnay, con comparsate di Pinot Nero.

    Il Festival è l’evento principe di questo prodotto made in italy che punta tutto sull’eccellenza e sull’esclusività, cercando al tempo stesso di allargare il consumo di Franciacorta a tutto pasto e non solo al momento dell’aperitivo. Ecco che si delinea un prodotto che si posiziona in maniera netta e precisa, che vuole fortemente distinguersi, elevarsi dal resto della produzione di bollicine italiane. Un vino unico e qualitativamente superiore persino al più famoso, e numericamente preponderante, parente francese.

    Tornando al Festival, che si è tenuto ieri, oggi e si concluderà domani a Erbusco (BS), nella splendida cornice di Villa Lechi, possiamo dire che da un lato abbiamo trovato una conferma della qualità e un miglioramento nell’organizzazione, dall’altro forse un calo dell’affluenza. Almeno così ci è parso. L’allargamento degli ambienti, l’ampliamento degli spazi, gli eventi organizzati hanno dato un respiro maggiore alla manifestazione. Le cantine hanno dimostrato tutto il loro impegno, presentando vini comunque sempre all’altezza, con punte di eccelenza di soliti noti (Cà del Bosco) e meno noti (Agricola Bosio). Una caccia al tesoro in tutta la Franciacorta (dalla quota di partecipazione proibitiva per i più) ha messo in palio una Maserati. Tutto bello quindi, quasi tutto buono, ma guardandoci intorno ci è sembrato di notare una minore affluenza di pubblico, ovvero di potenziali acquirenti, consumatori di Franciacorta. Non abbiamo ovviamente i dati, nessun numero a conferma, solo una nostra impressione e vorremmo anzi sapere se ci stiamo sbagliando grossolanamente o se siamo vicini alla realtà.

    In ogni caso le domande sono sempre le stesse: quanto porta di concreto una manifestazione come il Festival ai produttori, soprattutto quelli più piccoli? Quanto alto è il rischio che il beneficio ricada sui soliti nomi (quelli dove la gente si accalca e tende il calice senza nemmeno chiedere cosa gli viene versato) e genericamente sul marchio?
    I numeri ufficiali degli scorsi anni vedono comunque il Franciacorta in aumento costante di vendite e, di conseguenza, di produzione, facendo ben sperare per lo sviluppo del nome, del Territorio e del vino.

    Franciacorta, un caso nazionale

    venerdì, 26 giugno 2009

    Luci e ombre di un Vino che è anche un Metodo e anche un Territorio. Ma quanto è Tradizione e quanto Marketing? Una piccola provocazione per vini d’eccellenza

    La qualità dei vini Franciacorta, prodotti in Franciacorta, è innegabile. Una qualità diffusa e sapientemente indirizzata dal Consorzio di Tutela, che ha saputo far crescere un prodotto e il suo territorio come poche volte si è riusciti a fare.

    Dicendo Franciacorta non diciamo bollicine, non diciamo spumante, non diciamo talento, non diciamo nemmeno metodo classico, ma solo ed esclusivamente Franciacorta. Affermazione desiderata, cercata con coraggio e caparbietà, finalmente raggiunta a livello normativo ormai da qualche tempo.

    Il 2008 è stata un’annata positiva per il Franciacorta. un’annata che ha visto anche l’aggiornamento del disciplinare di produzione, con regole più severe in termini di tempo minimo di affinamento sui lieviti e di rese in vigna. Il risultato è il disciplinare di produzione di un metodo classico più severo e restrittivo al mondo, più dello Champagne e del Cava, i maggiori concorrenti sul mercato mondiale delle bollicine d’eccellenza.

    In tutto questo lavoro lodevole, volontà da premiare e giustamente riconosciuta, c’è sola una piccola nota stonata, nata da una sensazione che più che altro è una domanda che sorge spontanea.

    (continua…)

    Spumanti, bollicine o Franciacorta per Capodanno?

    martedì, 30 dicembre 2008

    Non sappiamo più come chiamarle. Tra Metodo Classico, Metodo Charmat e disciplinari, le bollicine italiane, divise tutto l’anno, si riuniscono all’ultimo

    Rispetto agli anni precedenti sembra che, per festeggiare l’arrivo del 2009, gli italiani abbiano scelto di privilegiare le bollicine “di casa” rispetto a quelle straniere.

    Meno Champagne, quindi, e più Franciacorta, Trento Doc, Prosecco di Valdobbiadene e di Conegliano.
    In testa sempre la Franciacorta, ormai considerata, nonostante la notevole differenza nel numero di bottiglie prodotte, la Champagne italiana.
    Bellavista, Cà del Bosco, Berlucchi i più conosciuti, non sempre però i migliori per qualità. Distinguere e scegliere è comunque difficile nel mare delle aziende produttrici.
    Una piccola ma efficace guida all’acquisto ce la fornisce un ariticolo de Il Giornale.it di oggi.

    In ogni caso Capodanno è anche un momento di festa, un’occasione per mangiare un pò di più, brindare una seconda e una terza volta, fare tardi e non ricordare proprio tutto il giorno dopo. Il consiglio che vi diamo è dunque di prendere questa ricorrenza per quello che è e di conservare la bottiglia “buona” per altre occasioni.
    Anche perchè a Capodanno la maggior parte dello spumante finisce sempre sui vestiti.

    Ferghettina Satèn e Cosmofobia di Lucia Etxebarrìa

    venerdì, 7 novembre 2008

    Un Franciacorta di spessore abbinato ad un romanzo strutturato con un fine e delicato intreccio di storie, passioni e personaggi dalle mille sfumature

    Ferghettina SatenIl vino crea con chi lo degusta da appassionato un legame tra l’astratto e il concreto.

    Il Satèn della Cantina FerghettinaDocg di Franciacorta - è caratterizzato da un gusto elegante e deciso, di ampio ed armonico spessore, mentre al naso si presenta leggermente vanigliato ma al tempo stesso molto netto e definito.

    Da questo carattere nasce il legame con una scrittrice assolutamente decisa e alternativa, profumata nella scrittura, ampia e concreta ma a tratti dolce come la vaniglia.

    Non però una dolcezza ostentata. Piuttosto una dolcezza che va ricercata e scoperta tra le parole e le emozioni che traspirano tra le righe dei suoi romanzi.

    Parliamo di Lucia Etxebarrìa e del suo romanzo

    (continua…)

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