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  • Articoli marcati con tag ‘abbinamento’

    Harmony e Tavernello. Come resistere?

    venerdì, 26 dicembre 2008

    Un abbinamento libro vino all’insegna della leggerezza e dello spirito. Cuore e Cioccolato di Leanne Banks e il mitico Tavernello… senza offesa ovviamente!

    Le vie della letteratura sono infinite. Una di queste è rappresentata dagli Harmony, i romanzi d’amore leggeri che tutti neghiamo di aver letto, ma che qualcuno avrà pure acquistato.

    In questo abbinamento ho deciso di osare un accostamento spiritoso, senza offesa per la categoria di libri o per il vino abbinato, mossa solamente dalla tentazione irresistibile di condividere un pensiero e di strappare un sorriso.

    Cuore e Cioccolato di Leanne Banks è, da quello che ho potuto notare, uno degli Harmony più glam.

    Leggendo questo libro non ho potuto fare a meno di abbianarlo al Tavernello. Vino senza infamia e senza lode, privo di difetti ma, direi, anche di qualsiasi tipo di qualità, perfetto per una lettura del genere.

    Un bicchiere di Tavernello è comunque in grado di accompagnare il nostro viaggio in un mondo di sospiri, sguardi lascivi, doppisensi romantici e di stendere un mantello di roseo e ingenuo buonumore su queste fantastiche e alquanto prevedibili storie hollywoodiane.

    Di seguito riporto brevemente l’intreccio per convincere gli scettici dell’assoluta perfezione dell’abbinamento

    Dimmi che scarpe vuoi e ti dirò chi sei. Jenny Prillaman disegna scarpe, impazzisce per il cioccolato e il suo cuore muore per Marc Waterson. De-si-gner! Jenny ancora non riesce a crederci. Lo stilista per cui lavora le ha affidato un compito di prestigio: disegnare le scarpe per le nozze della viziata e capricciosa ereditiera Brook Tarantino. Finalmente il suo sogno sta per realizzarsi. Purtroppo, però, farlo non è come dirlo. In più, Jenny si lascia distrarre dal fascino irresistibile del suo capo. Lo vuole, per una notte soltanto. Ma per una cioccolato-dipendente come lei non sarà facile rimanere immune al magnetico carisma dell’uomo più seducente che abbia mai baciato, anche perché un bacio tira l’altro, come gli irrinunciabili cioccolatini alla menta che non mancano mai nella sua borsa.

    Syrah Feudo Arancio con Carne e Sangue di Cunningham

    domenica, 28 settembre 2008

    Abbinare Sicilia e California può sembrare difficile. In realtà questo rosso siciliano e questo romanzo americano mi hanno colpito per le loro somiglianze

    Syrah Feudo ArancioIl Syrah è un vitigno dalle origini ancora non definite con precisione, anche se ormai identificate nella zona mediorientale.
    In Italia ha trovato luoghi vocati nella regione Toscana e, negli ultimi anni, soprattutto in Sicilia.

    Feudo Arancio produce un Syrah dalle caratteristiche ben definite. Il 2006 che ho assaggiato è un buon rosso siciliano, da premiare per la sua personalità.

    Buona struttura, buona acidità e una forte sensazione amara in bocca, che in etichetta viene ricondotta a note di cioccolato e liquirizia per facilitare i nostri accostamenti mentale.

    Ottimo il rapporto qualità prezzo, intorno ai 6 euro in enoteca.

    Proprio la predominanza dell’amaro mi ha suggetito un possibile abbinamento letterario

    Carne e Sangue di Michael Cunningham

    Carne e sangueAutore americano di Cincinnati, studi e esperienze californiane, Michael Cunningham ha vinto il Pulitzer per la letteratura nel 1999 con il più famoso romanzo Le ore.

    Carne e sangue è un libro che ricordo amaro.

    Viscerale, spezzato, quasi malato, non trasmette sensazioni positive, ma quel lato amaro della vita che si fa fatica a riconoscere e a sopportare.

    In questo senso l’abbinamento con il rosso siciliano è un abbinamento per contasto.

    Da un lato l’amaro piacevole e vellutato della degustazione, dall’altro il volto sgradevole e sconnesso della stessa sensazione, quell’aspetto che ti lascia sul viso un sorriso spezzato, un’espressione incerta.

    Murakami Haruki

    mercoledì, 23 luglio 2008

    I romanzi dello scrittore Giapponese hanno la forza della realtà e la bellezza del sogno. Abbinarli a un vino richiede un lungo attimo di meditazione!

    Dance Dance Dance

    Dance Dance Dance è suggestione

    Consiglio la lettura di questo splendido, quanto enigmatico libro, a tutti quelli che credono all’importanza delle sfumature e alla forza dei piccoli particolari.

    A coloro che si fermano a riflettere su tutti quei momenti, nella vita, durante i quali la mente viene distratta da qualcosa che “sembra non esserci”.
    In questi momenti non siamo più su questa terra, ma “voliamo via con gli angeli”.
    Poi un rumore o una voce ci riportano alla realtà.

    Abbinamento obbligato

    La danza

    Un’unica tonalità non è che colore;
    due tonalità sono un accordo, sono vita.

    Henry Matisse 1869-1954

    Abbinamento alternativo

    Divorare con gusto i libri di Murakami può essere fatto solo con l’accompagnamento di un vino “leggero” ma complesso.

    Greco di Tufo

    Non riesco a immaginare altro che un bianco importante come il Greco di Tufo di Mastroberardino.

    La maggiore, anche se spesso solo apparente, “leggerezza” e scorrevolezza delle uve bianche rispetto a un rosso corposo, masconde note inaspettate, sfumature aromatiche e una lunga persistenza salina a formare una cornice di sapore all’assaggio.

    Un vino, quindi, con una maschera evanescente e un cuore strutturato, che racconta molto di più di quello che ci si aspetterebbe a un primo assaggio.

    Scheda

    Produttore: Mastroberardino
    Regione: Campania
    Vendemmia: 2006
    Denominazione: Greco di Tufo DOCG
    Vitigno: Greco
    Gradazione: 12
    Prezzo: 10-12 euro

    Bukowski, un vino da tavola?

    lunedì, 21 luglio 2008

    Abbinare i libri di Charles Bukowski a una tipologia di vino sembra facile. In realtà non è così. Sotto l’apparenza delle cose si nasconde infatti una sorpresa

    Un rosso importante imprigionato in un fiasco

    Pulp Fiasco

    Questa l’impressione che deriva dallo stile, dai racconti e dalla vita di un grande e discusso scrittore americano (anche se le sue origini erano tedesche).

    Abbinare i suoi romanzi a un anonimo vino da tavola (con tutto il rispetto per la categoria) è anche sin troppo immediato.
    Affiorano subito alla memoria le bottiglie consumate come boccate d’aria, gli squallidi locali e le compagnie di strada che ricorrono come un ritornello in tutte le sue pagine.
    Ma vale la pena soffermarsi e “gustare” con attenzione.

    Note inaspettate al naso

    In degustazione il primo passaggio al naso deve avvenire a vino fermo. Da qui ci arrivano le prime sensazioni olfattive.

    In un secondo luogo dobbiamo agitare, ruotandolo, il vino nel bicchiere, così che si ossigeni e sprigioni le note ancora nascose. Ecco che sentiamo qualcosa che c’era sin da prima, ma non riuscivamo a percepire. Profumi e sensazioni spesso inaspettati, complessi, ampi.

    Quello che ci arriva al naso dopo aver agitato il bicchiere è Bukowski in purezza.

    La sua narrativa senza compromessi, la poesia nascosta tra la spazzatura, l’etica e la morale che emergono e si mostrano proprio a partire dalla loro apparente assenza, sono gli indizi che ci svelano un rosso importante, corposo, strutturato e colorato, cammuffato sotto le mentite spoglie di un fiaschetto utile solo a procurarsi una sbronza.

    Questo è un buon motivo per leggere Bukowski e assaggiare senza troppi preconcetti quello che abbiamo nel bicchiere.
    Le sorprese d’altronde non si sa mai da che parte arrivano.

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