Sul Perché Finire un Grande Libro è come Finire un Grande Vino

Un libro si osserva, un libro si odora, un libro ha un retrogusto riconoscibile ma, soprattutto, un libro ha una persistenza. Ecco perché finire un grande ...

Un libro si osserva, un libro si odora, un libro ha un retrogusto riconoscibile ma, soprattutto, un libro ha una persistenza. Ecco perché finire un grande libro è come finire un grande vino

Ho riflettuto a lungo se scrivere o meno questo articolo più o meno inutile e poi mi sono detto… perché no? Più ci ragionavo e più mi rendevo conto che questo mio pensiero era Sul Perché Finire un Grande Libro è come Finire un Grande Vino, e se lo era per me, probabilmente, lo era anche per tutte quelle persone che attribuiscono un peso importante al vino di qualità e alle buone letture.

La prima volta che mi sono reso chiaramente conto che i libri hanno una persistenza è stato solo recentemente, dopo la lettura dell’ultimo libro di Murakami Haruki1Q84, di cui ho scritto una recensione qualche giorno fa. Appena terminato ne ho immediatamente avvertito il retrogusto, piacevolissimo e colmo di aspettative nuove, proprio come un grande vino che vuole riempire un altro bicchiere per non farsi dimenticare. Dopo giorni ancora ne avvertivo il sapore addosso, qualcosa che continuava ad avvolgermi la mente, come un vino avvolge naso e bocca anche dopo molto tempo dalla degustazione.

Proprio in quel momento ho pensato all’ultimo grande vino che avevo assaggiato, uno splendido Rosso Barletta del 2007 che aveva incantato i miei sensi. Chi ama il vino, proprio come chi ama i libri, sa perfettamente quanto è importante la persistenza successiva all’assaggio. Quei secondi durante i quali il sapore del vino che abbiamo degustato resta uguale nella nostra bocca. Ma a questo punto andrei oltre il concetto tecnico di persistenza, per sostenere che un grande vino dura ben più di qualche secondo nella memoria di chi lo ha apprezzato, facendosi ricordare anche a distanza di molto tempo.

I grandi romanzi, e per grandi romanzi non intendo classici riconosciuti ma semplicemente quelli che hanno saputo regalarci emozioni forti, chiare ed avvolgenti, sono anche quelli dai quali facciamo più fatica a staccarci e che si sanno raccontare oltre l’ultima pagina, quella che vorremmo non raggiungere mai. Questa è la persistenza dei libri, quella che ci fa correre in libreria con ancora vivo il sapore del libro terminato, in cerca di un degno sostituto, oppure quella che ci fa rimandare l’inizio di una nuova lettura proprio perché vogliamo prolungare ancora un attimo il gusto della precedente.

Per nostra fortuna i libri, esattamente come i vini, continuano a sorprenderci. Non sempre certo, a volte bisogna provarne di mediocri, cercare un po’ di più, ma alla fine riusciamo sempre a incontrarne di memorabili e soprendenti.

Qui termina questo articolo, scritto con l’unico scopo di dimostrare forse qualcosa di non dimostrabile, perché totalmente soggettivo. Vi invito quindi a prenderlo per quello che è, prestando però un attimo di attenzione in più la prossima volta che assaggerete un vino o leggerete un romanzo. Se quella che troverete alla fine è una persistenza chiara e duratura, allora avrete trovato un grande libro e un grande vino.

Marco Andreani