Soffocare di Chuck Palahniuk

Soffocare è un romanzo americano di uno scrittore americano che ha il coraggio di raccontarci come stanno veramente le cose, anche se non ci piaceranno per ...

Soffocare è un romanzo americano di uno scrittore americano che ha il coraggio di raccontarci come stanno veramente le cose, anche se non ci piaceranno per niente

La narrativa americana contemporanea ha, come nel cinema e in molte altre espressioni artistiche, il suo filone pulp. Una vena cruda ed esposta di verità, eccesso e grottesco, dalla quale spesso preferiamo distogliere il nostro sguardo perbenista.

Palahniuk ci mostra tutto questo e molto di più e, da scrittore onesto quale è, ci avverte sin dalle prime righe che quello che leggeremo potrebbe non piacerci affatto.

La storia di Soffocare poco importa, l’importante è quello che capita ai personaggi mentre vivono questo loro piccolo pezzo di vita. Victor Mancini è un quasi medico con problemi di sessodipendenza, una madre malata e rinchiusa che ha lottato tutta la vita per demolire qualcosa, non riuscendo a costruire mai nulla, un’identità in bilico tra l’essere un salvatore e l’essere un incredibile bastardo senza scrupoli e l’hobby di farsi salvare da “finti” soffocamenti da cibo, in ristoranti sempre diversi, dalla prima persona pronta ad intervenire.

Palahniuk con Soffocare dipinge un quadro malato e sofferente, scatta una fotografia mossa e sgranata, ma quello che riesce a catturate è comunque un soggetto vero. Nella sua prosa riconosciamo il ritmo cadenzato ed espressivo di Bukowski e la stessa schiettezza nel ritrarre situazioni di Irvine Welsh. Un autore che assorbe quindi, raccoglie ma non copia, piuttosto rielabora, mastica e ci mostra un boccone del nostro mondo “a bocca aperta”.

Ecco che ci appaiono tutte le nostre ombre, le nostre debolezze, le nostre più nascoste perversioni, quello che appartiene al genere umano tanto quanto sentimenti buoni come la generosità e l’altruismo.

Il verità il senso che si coglie leggendo questo libro è l’esatto contrario del soffocamento, quasi una boccata d’aria. Una boccata d’aria magari fastidiosa, sgradevole, ma pur sempre salvifica. Rimane il sollievo di scoprire che qualcuno ha il coraggio di mostrarci come siamo, come possiamo essere, come è chi ci circonda e non vogliamo soffermarci a guardare, senza giudizi o pregiudizi, solo perché anche così è.

“Se stai per metterti a leggere evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un’altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci finché sei ancora intero. Salvati.”

Marco Andreani
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