Sauvignon Blanc Lafóa 2008 Schreckbichl Colterenzio

Uno splendido 100% Sauvignon Blanc che ammalia, non annoia e regala sensazioni lunghe e gradevoli, equilibrando molto bene finezza e corpo

Uno splendido 100% Sauvignon Blanc che ammalia, non annoia e regala sensazioni lunghe e gradevoli, equilibrando molto bene finezza e corpo

L’Alto Adige è una magnifica terra di vino, spesso ostica nella coltivazione ma incredibilmente generosa nei risultati che riesce a offrire. Certo l’uomo deve saper intervenite sulla vite con sapienza e cura estreme, affinché il risultato sia all’altezza delle potenzialità e non scada in prodotti più o meno standardizzati o, a volte, addirittura anonimi.

Fortunatamente non è quest’ultimo il nostro caso. Il Sauvignon Lafóa della Società Agricola Cooperativa Produttori Colterenzio che ho avuto il piacere di degustare in compagnia di ottimi amici si è rivelato un acquisto davvero azzeccato.

L’azienda in questione è situata all’incirca tra i comuni di Cornaiano e di Colterenzio, in provincia di Bolzano e possiede vigneti dislocati a un’altitudine che si aggira tra i 250 e 550 metri sul livello del mare. Nello specifico i terreni che hanno dato vita a questo Sauvignon Blanc in purezza sono principalmente secchi, composti soprattutto da sabbie e ghiaie di origine morenica. I 430 metri s.l.m. uniti all’età delle viti di oltre 20 anni, concorrono a donare al vino ricchezza ed eleganza non comuni.

La vinificazione prevede una fermentazione in acciaio per metà del mosto e in barriques per la parte restante. Quest’ultima poi subisce una seconda fermentazione malolattica. Dopo un periodo di maturazione di 8 mesi le due parti vengono assemblate e nasce Lafóa. Al naso il legno si sente ma non è per nulla invadente, in bocca il vino spicca per freschezza e morbidezza, con una persistenza davvero lunga e piacevole.

Mi soffermo volentieri su un aspetto solitamente trascurato, che in effetti non porta nulla di aggiuntivo al vino in termini di qualità ma che, devo dire, colpisce decisamente a livello visivo. Mi riferisco all’etichetta di questo vino, così come degli altri prodotti Colterenzio. Non posso non pensare a Klimt osservandola, alla bellezza che unisce immagine figurativa e decorazione con un deciso ed elegante impatto. Non c’è che dire, Lafóa spicca come poche altre bottiglie sugli scaffali delle enoteche.

Chiudo abbinando a questo vino un libro di cui ho scritto poco tempo fa, Venivamo Tutte per Mare di Julie Otsuka. Questo abbinamento nasce dalla richiesta di una persona speciale alla ricerca di un consiglio per un regalo importante. Partendo dal romanzo sono stato inizialmente in difficoltà nel trovare quello che per me era il “giusto” abbinamento con un vino, poi ho assaggiato Lafóa e il cerchio si è finalmente chiuso.

La purezza dell’unico vitigno Sauvignon Blanc mi ha ricordato l’unica voce narrate delle decine di donne giapponesi descritte da Julie Otsuka. La loro forza e capacità di muoversi e continuare a vivere nonostante le difficoltà mi hanno fatto pensare alla grande caratteristica che ha la vite di crescere anche in terreni aridi, apparentemente poco ospitali. I profumi riconoscibili ma mai banali che ho trovato nel bicchiere hanno completato il ritratto di chi, pur con volti e desideri differenti, ha saputo rimanere coerente e salda alla propria identità, mantenendo un contegno e un’eleganza tutte femminili.

Marco Andreani