Azienda Agricola Le Piane

Questo mese parliamo di un’azienda vitivinicola piemontese con un proprietario fondatore svizzero. Ebbene si, l’azienda Le Piane di Boca, in provincia di Novara nasce dalla volontà di Christoph Künzli, trascinato in questa zona “alta” del Piemonte dalla passione per un territorio da sempre vocato alla produzione di vini d’eccellenza.

La sua avventura inizia nel 1998 insieme all’enologo Alexander Trolf quando, durante una visita nel comune di Boca e dintorni, fu offerta loro la possibilità di rilevare il vigneto e la cantina di un anziano produttore locale. Da allora Künzli coltiva Nebbiolo, Vespolina, Croatina, Uva Rara e Bonarda in circa 6 ettari e mezzo di terreno. Proprio le particolari caratteristiche del terreno donano al Nebbiolo del Boca Doc le sue note distintive. Il porfido (ghiaioso e roccioso) permette alla vite di esprimersi al meglio e di trovare le sostanze nutritive anche in condizioni apparentemente meno fertili di altre. All’uva, e quindi al vino, si trasmettono sentori minerali, che distinguono nettamente il Nebbiolo prodotto in questa zona da quello, più famoso, coltivato nel centro e sud del Piemonte e utilizzato, ad esempio, per la produzione di Barolo.

Il resto del lavoro viene abilmente condotto in vigna e in cantina, rispettando il ciclo della natura e limitando le rese per garantire vini di qualità. Anche l’evoluzione delle diverse tipologie nei legni, viene attuata considerando i giusti tempi necessari alle uve per potersi successivamente esprimere al meglio in bottiglia.

Particolare attenzione va riservata al Boca Doc, vino espressione di questo territorio e del suo vitigno principe, il Nebbiolo. Non si tratta di un vino che generalmente spicca per struttura, anche se in questo specifico caso non manca di certo. La mineralità e la tendenza acida, specifiche dal terreno, donano freschezza al Boca Doc ed esaltano una caratteristica del Nebbiolo spesso non valorizzata dai prodotti del sud Piemonte.

Nel Boca Doc 2004 siamo in presenza di Nebbiolo al 75% e per il rimanente Vespolina, vitigno che serve a equilibrare e ammorbidire certe note più dure appartenenti al Nebbiolo. Non si tratta, in generale, di un vino facile o da bere da solo. Meglio se abbinato al cibo, come del resto tutti i rossi di un certo spessore. Di sicuro è una lettura autoctona del Nebbiolo meno conosciuta rispetto ad altre e tutta da degustare e apprezzare.


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