Azienda Agricola Al-Cantàra

L’Azienda Agricola Al-Cantàra si trova a Catania. Il nome curioso deriva dalle uve coltivate nel territorio di Randazzo, in Contrada Feudo, proprio dove scorre il fiume Alcantara che in arabo significa Ponte. Il ponte è da sempre un simbolo per la famiglia che ha dato vita all’azienda, con il suo intento, certamente riuscito, di unire nella sua attività poesia, arte e vino.

Proprio per questi motivi le loro bottiglie hanno visto la collaborazione, oltre del frutto, fortunato in un territorio tanto vocato, e dell’amorevole lavoro in vigna e in cantina, anche di un rappresentante dell’arte pittorica e di uno della poesia. Il primo, Alfredo Guglielmino di Cartura ha disegnato le splendide etichette dell’azienda, il secondo, Nino Martoglio, ha ispirato i nomi dei vini con la raccolta poetica O’ Scuru o’ Scuru, album di sonetti siciliani sulla “Maffia”, apparsi per la prima volta nel 1895

Dell’Azienda Al-Cantàra abbiamo assaggiato 4 vini. Li descriviamo in ordine di degustazione

Bianco Igt Sicilia 2008 ‘A Nutturna

Si tratta di un vino interessante, con un tannino sorprendente in un bianco. La non perfetta struttura è compensata da un retrogusto e da una persistenza davvero ottimi. In bocca si presenta con piacevoli sentori di frutta matura

Etna Bianco Doc 2007 Luci Luci

Questo secondo vino bianco è decisamente più interessante e strutturato del primo. Al naso si avvertono immediatamente profumi di salvia e rosmarino, mentre in bocca la grande acidità e sapidità ne fanno un prodotto perfetto come aperitivo, ma soprattutto con piatti di pesce. Se si chiudono gli occhi e lo si degusta, la sua fragranza ricorda il mare, gli scogli e il sale. Noi lo abbiamo bevuto con i canederli, abbinamento ardito ma perfettamente riuscito

Rosato Igt Sicilia 2008 Amuri di Fimmina e Amuri di Matri

Il profumo, come nella maggior parte dei rosati, e delicato, floreale. Al naso e in bocca si presenta piacevolmente salino, e qualcuno di noi ha avvertito sensazioni di burro e salvia. La poca persistenza lo rende adatto ad accompagnare piatti di pesce non troppo complessi, anche se si tratta del vino che ha più diviso nei pareri. Alcuni hanno avvertito in bocca il frutto rosso, come il ribes, altri salvia e una curiosa nota aromatica. Un rosato interessante quindi, da assaggiare con attenzione

Etna Rosso Doc 2006 O’ Scuru o’ Scuru

Questo rosso importante ci ha subito colpiti per la grande alcolicità che sprigionava già con il bicchiere a una certa distanza. Agitando il vino nel bicchiere salta all’occhio la grassezza e la brillantezza del colore. Il tannino è incredibile, poderoso e bilanciato da un’ottima acidità. Solo una pecca; la forte alcolicità lo rende ancora ruvido, difficile da bere da solo e con piatti semplici. Gli serve probabilmente ancora tempo per ammorbidirsi e acquisire rotondità e piacevolezza. Nel retrogusto troviamo sensazioni di liquerizia, marmellata, frutta matura. Tenendolo in bocca ricorda, quasi, una molto blanda grappa al mirtillo, dolce e prorompente

Come abbiamo già anticipato i nomi di questi vini sono stati ispirati dai sonetti di Nino Martoglio, ennesima dimostrazione che l’abbinamento letteratura-vino non è poi così campato in aria, ma può dimostrarsi incredibilmente creativo e rappresentativo di un intero Territorio.

O’ Scuru o’ Scuru è un compendio delle più belle poesie di Nino Martoglio a cura di Sarah Zappulla Muscarà, ordinaria di Letteratura Italina presso l’Università degli Studi di Catania e edita da Editrice M. Galati. L’albun di sonetti sulla maffia appare nel 1895.

Luigi Pirandello: “Nino Martoglio è per la Sicilia quello ch’è il Di Giacomo e il Russo per Napoli; il Pascarella e Trilussa per Roma; il Fucini per la Toscana; il Selvatico e il Barbarani per il Veneto: voci native che dicono le cose della loro terra, come la loro terra vuole che siano dette per esser quelle e non altre, col sapore e il colore, l’aria, l’alito e l’odore con cui vivono veramente e si gustano e s’illuminano e respirano e palpitano lì soltanto e non altrove. Nino Martoglio è tutta la Sua Sicilia, che ama e che odia, che ride e giuoca e piange e si dispera”

‘A Nutturna

(‘ntra la vanedda di S. Catarina, a quattr’uri di notti)
– Ciccu, dammi ‘ssu la, San Chitarraru
di la Madonna! – Prestu, ca c’è Rosa
c’aspetta ‘a ‘tturna. – ‘I cordi s’allintaru!…
– Brau! E’ a carusa? – Ca si v’arriposa…

– E tannu sperdi a trunzu!… Va, accurdaru?…
– Cu’ fussi ‘u capu ‘a ‘tturna! – Chi c’è cosa?
– Nun disprizzannu… me’ cumpari Maru…
a prifirenza di l’amici… – (Posa
‘ssu minnulinu, Carmunu…) Parrati…
– Avi ‘na bona vuci di supranu…
– Mi nni cumpiaciu, e poi? – Siti prigati…

– Di chi? – D’accumpagnallu… – E si n’ o’ fanu?…
– Sfasciamu baulli e porti allannati!…
– Scrusciu facili, allura ddà, ‘ntr’ ‘o chianu!

Al-Cantàra
Via Antonio Cecchi, 23
95125 Catania
az.alcantara@googlemail.com