Periodo critico per la critica

Il Messaggero.it sostiene che sia in atto la crisi di una figura da sempre controversa del mondo delle arti, il critico, colui che "deve" e "può" ...

Il Messaggero.it sostiene che sia in atto la crisi di una figura da sempre controversa del mondo delle arti, il critico, colui che “deve” e “può” giudicare

Che la crisi colpisca anche la critica può sembrare un paradosso o una specie di buffa contraddizione in termini. In verità, credo, non vi sia nulla di più vero, soprattutto al giorno d’oggi.

Goffredo Fofi su Il Messaggero online di ieri mi spinge a una riflessione attraverso il suo articolo. Fofi mette in luce il fatto che, al giorno d’oggi, è in atto una vera e propria crisi di chi giudica, estendendo l’incidenza di questo fenomeno a tutta la critica, da quella teatrale e cinematografica, sino a quella letteraria.

I libri sono, insieme al vino, uno dei due capisaldi di questo nostro blog ed anche in questo spazio virtuale si presentano spesso romanzi accompagnati da quella che si potrebbe definire a tutti gli effetti una critica o comunque un giudizio.

Nonostante questa “abitudine” a voler dire la nostra, credo che i libri siano ormai quasi immuni dagli effetti di una figura come quella del critico letterario, a meno che ormai non si sia diventati tutti quanti critici (cosa auspicata proprio perchè fisiologica, semplicemente sensata).

Se qualche anno fa le immagini, le parole e in generale le informazioni ci circondavano, oggi ci sommergono ampiamente e risulta a volte complesso fermarsi e risalire per prendere una boccata d’aria. In un contesto simile una guida è difficile da individuare e la cosa migliore da fare è affidarci a chi conosciamo, agli amici, ai famigliari, ai colleghi che ci parlano in modo entusiastico dell’ultimo romanzo letto, proprio perchè portatori di un punto di vista emotivo e assolutamente disinteressato. Ecco che il passaparola vince e domina anche in questo settore e il critico migliore diventa il vostro vicino di casa.

In questo senso credo che il processo in atto si possa immaginare come uno spostamento reciproco delle figure del lettore e del critico dalle loro posizioni storicamente distanti. Da una parte i lettori sono autorizzati e invitati – anche dal mondo dei forum e dei social network in internet – sempre più a dire la loro, senza timore di essere accusati di superbia intellettuale. Dall’altra parte i critici dovrebbero sempre specificare, dall’alto della loro voce, che quelli che esprimono sono punti di vista soggettivi, filtrati magari da una dose maggiore di cultura e consapevolezza, ma sempre soggettivi.

Anche perchè non è mai la critica che comporta il successo di un libro, ma sono e saranno sempre le persone che attraverso la lettura riescono a emozionarsi e desiderano condividere con gli altri questa emozione.

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