Per l’Amor di un Dio di Marie Phillips

Un romanzo divertente ma non solo. Una storia tutt'altro che originale che riesce comunque a dirci qualcosa di nuovo

Un romanzo divertente ma non solo. Una storia tutt’altro che originale che riesce comunque a dirci qualcosa di nuovo

Storia trita e ritrita e piacevolezza. Dinamiche e struttura narrative vecchie come il mondo e comunque la forza di portarti avanti sino alla fine. Come è possibile? Che “miracolo” è riuscita a compiere Marie Phillips?

Forse, azzardo, lo stesso miracolo che compiono tutti i giorni  le fiction, i giornali scandalistici o i romanzi da aeroporto, anche se con una marcia in più. La nostra fame di storie canoniche non è mai sazia a quanto pare. Ancora lietofine, ancora eroi, ancora amori che sfidano la morte, ancora qualcosa in cui credere ciecamente, e meno male aggiungerei. E il romanzo è servito!

Per l’Amor di un Dio gioca furbescamente con tutti questi elementi e costruisce qualcosa di originale nella sua scontatezza. Riesce a raccontarci qualcosa di nuovo e attuale attraverso i miti e le leggende persi nella notte dei tempi. Semplicistico? Certamente. Approssimativo? Di sicuro. Mitologicamente riduttivo? Senza ombra di dubbio. Piacevole e scorrevole? Ebbene si.

La storia degli antichi dei ai giorni nostri, costretti a vivere in una società che non credi più in loro, avendo preferito la figura di Gesù, è lo spunto interessante dal quale parte il libro. Afrodite telefonista sexy, Apollo presentatore megalomane di uno show televisivo, Dioniso gestore sempre ubriaco di un bar e Zeus vecchio rincoglionito senza quasi più poteri. Tutti costretti a vivere in uno squallido e trasandato appartamento di Londra.

A movimentare la vita contemporanea degli antichi dei una minuta donna delle pulizie e il suo innamorato ingegnere insignificante. Eroi dei giorni nostri potremmo dire, gli unici in grado di tirare avanti le sorti del pianeta, con il loro amore, i loro sacrifici, la loro fede. Il resto e trama e intreccio e lo lasciamo scoprire a voi lettori.

Sotto lo strato di leggerezza e di presa in giro si intravede una riflessione (non profondissima) sull’importanza della fede. Forse un gioco facile, forse un tema furbamente accennato e che sarebbe stato da sviluppare meglio, forse il solo intento di intrattenere. In ogni caso il libro di Marie Phillips ha svolto bene il suo compito.

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