Dai vini di bocca ai vini comuni: viaggio nel vino piemontese tra 1700 e 1800

Torino - Museo Pietro Micca - 21 settembre 2010

Torino – Museo Pietro Micca – 21 settembre 2010

La delegazione di Torino dell’ Onav ci accompagna in un viaggio nel vino piemontese tra 1700 e 1800. Il primo appuntamento è fissato per martedi 21 settembre alle ore 21 presso la sede del Museo Pietro Micca in via Gucciardini 7a per una insolita serata di cultura non solo enologica.

La nobiltà e la buona borghesia piemontese ben apprezzavano il vino che coltivavano nei vigneti delle loro dimore estive, le vigne della “montagna di Torino”. Il Chiaretto piemontese era ottenuto da uve nere, quella consigliata era il Nebbiolo. La “someglieria” della corte dei Savoia serviva due qualità di vino: quello “di bocca” destinato al duca e ai suoi ospiti e il vino “del comune” destinato al personale, il “vino claretto di Moncalieri” citato anche in un pometto che il conte Ludovico D’Agliè scrisse intorno al 1610 era uno di questi. Nelle cantine di corte erano presenti vini importati dalla Spagna, dalla Francia, dalla Liguria e dal Regno di Napoli.

La nostra città grazie all’istituzione della Società Agraria (1785) di cui facevano parte personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe di Rovasenda, con un orto sperimentale alla

Crocetta dove si tenevano lezioni di innesto e concimazione, il mercato del vino in Piazza Carlina ha avuto un ruolo fondamentale per il progresso ed il perfezionamento di questa coltura.

Giusi Mainardi e Pierstefano Berta, storici e giornalisti, parleranno della viticoltura del periodo proponendo in assaggio di due vini, Chiaretto e Freisa, mentre le guide dell’Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706” illustreranno brevemente il Museo e ci accompagneranno nella visita della rete di gallerie.

Si tratta di una apertura straordinaria del Museo. È obbligatoria la prenotazione al numero 335/1317501 dalle 18 alle 20. Il costo per persona è di Euro 15.

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