Piccole Grandi Doc Piemontesi

Una degustazione di vini del nord Piemonte all'insegna del Nebbiolo. Un grande vitigno nazionale nella sua espressione più affascinante

Una degustazione di vini del nord Piemonte all’insegna del Nebbiolo. Un grande vitigno nazionale nella sua espressione più affascinante

Il Nebbiolo, probabilmente il più grande vitigno da invecchiamento che abbiamo in Italia, è padrone assoluto delle piccole Doc del nord Piemonte. La regione conosciuta nel mondo per Barolo, Barbaresco, Langhe e Roero riesce a donare un’espressione totalmente differente al vitigno Nebbiolo.

Stiamo parlando del Territorio che comprende le Doc Gattinara, Ghemme, Boca, Bramaterra, Lessona, Sizzano, Fara e Carema. Una fascia collinare che attraversa le province di Biella, Novara e Vercelli e che comprende una zona vitata di poco più di 300 ettari.

Per renderci conto delle dimensioni produttive possiamo cominciare col dire che il Nebbiolo rappresenta solo il 4% della produzione vinicola piemontese e che il 40-45% di questa produzione è dedicata al Barolo. Se confrontata alla zona sud del Piemonte e ai numeri di Langhe e Roero, la produzione di Nebbiolo nel nord della regione diventa davvero minima.

Il territorio dei piccoli grandi vini del nord è caratterizzato da terreni a tendenza acida, che alternano rocce dure a un porfido facilmente sgretolabile. Terreni ricchi di sostanza minerali che trasmettono all’uva, e quindi al vino, una maggiore acidità e mineralità rispetto ai Nebbiolo prodotti al sud.

Qui il Nebbiolo è quasi padrone assoluto e divide il terreno con poche altre uve usate per bilanciare, in differenti modi, le caratteristiche del vitigno predominante. Le percentuali di altre uve permesse dalla Doc comprendono generalmente Croatina, Vespolina e Uva Rara.
Curiosa l‘antica coltivazione a Maggiorino, con 3 piante centrali che, crescendo insieme, si aprivano a raggera sorrette da pali. Questo metodo ormai è scomparso per ovvi motivi legati alla complessità e alla resa, ma val la pena ricordarlo in quanto sembra essere il frutto della mente dell’architetto Alessandro Antonelli, lo stesso della Mole Antonelliana.

Tra i vini degustati abbiamo particolarmente apprezzato il Boca Doc dell’Azienda Le Piane, prodotto con sapienza da uno svizzero trapiantato in Piemonte.

Suo marito sbuffò alquanto, ma poi si rassegnò a infilare i guanti. «Trota, oggi, curato», diss’egli mentre l’umile sposa glieli abbottonava. «Tartufi bianchi, francolini e vin di Ghemme.»

Fogazzaro - Piccolo Mondo Antico