Mia Suocera Beve di Diego De Silva

Un romanzo leggero che leggero non è. Un libro che unisce fiction e realtà attraverso le divagazioni filosofiche del protagonista, l'avvocato Vincenzo ...

Un romanzo leggero che leggero non è. Un libro che unisce fiction e realtà attraverso le divagazioni filosofiche del protagonista, l’avvocato Vincenzo Malinconico

Con Mia Suocera Beve Diego De Silvia riesce in un’impresa non facile, raccontare le nostre quotidiane debolezze, i nostri comuni scontri e ripensamenti in amore e con la famiglia, inserendoli in una vicenda narrativa assolutamente insolita e, per certi versi, improbabile, ai limiti del metaforico.

Vincenzo Malinconico è un avvocato di insuccesso ormai da tempo e, suo malgrado, viene invischiato in una faccenda che lo vede diventare protagonista ed eroe di un sequestro di persona in un supermercato della sua città, davanti a milioni di persone incollate al teleschermo. In una sede tanto capace di estremizzare al limite la realtà, Vincenzo dimostra di essere sì quello che è sempre stato, un avvocato mediocre, ma di essere prima di tutto una persona con due neuroni in più rispetto alla media. Una persona in grado di riflettere e prendere decisioni, capace come pochi di dominare la scena della propria vita e di quella degli altri, di avere un vero occhio critico nei confronti della spazzatura mediatica che lo circonda.

Uscito indenne dal supermercato scena del sequestro, Malinconico (che poi tanto malinconico non è) si trova in un mondo nuovo, un mondo nel quale anche lui può godere dei suoi quindici minuti di celebrità. In realtà però l’avvocato ora di successo sceglie, consapevolmente o meno, di non gettarsi nella mischia del “che bello sono finalmente famoso” e, quasi paradossalmente, trova il tempo e la lucidità mentale di ricollegare i fili prima sconnesi della sua vita di tutti i giorni.

Il rapporto con i figli, la fidanzata che si allontana progressivamente, l’amico depresso che cerca di uscire dalla monotonia della propria vita e, soprattutto, la suocera che beve (non è proprio così ma lascio scoprire il resto a voi), una persona con la quale Malinconico riesce a comunicare in maniera schietta e diretta, senza i filtri del politicamente corretto e dei pregiudizi che ci rendono spesso schiavi delle parole impedendoci di utilizzare quelle che vorremmo davvero.

Personalmente ho trovato la parte post supermercato del libro più interessante, fresca, divertente e al tempo stesso risolutiva dell’intero romanzo. Un crescendo di riflessione e di ironia che mi ha portato alla fine della lettura con un sorriso stampato sulla faccia.

Marco Andreani
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