Lugana Armonie Senza Tempo 2015

Ricordo i primi Lugana bevuti. Dico bevuti perché allora "bevevo" mentre oggi "degusto" anche se, detta tra di noi, ben poco è cambiato a ...

Ricordo i primi Lugana bevuti. Dico bevuti perché allora “bevevo” mentre oggi “degusto” anche se, detta tra di noi, ben poco è cambiato a parte un pizzico di consapevolezza in più. Ricordo un vino che per buona parte ritrovo uguale, per altri aspetti non è più. Mutato, evoluto, sostituito da espressioni che hanno raccolto la sfida del tempo, delle tecniche, delle vinificazioni. Non esiste giudizio in queste mie parole, tant’è che molti Lugana che ho avuto modo di assaggiare in questi anni sono stati per me fonte di grande soddisfazione e lo dico, non me ne vogliate, anche a volte a scapito della giustamente difesa tipicità territoriale. D’altronde è pur vero che un vino necessità della sua parte di mercato.

Sabato 26 settembre, dalle 18 alle 22, si è tenuta la bella e gratuita manifestazione Lugana Armonie Senza Tempo. La cornice c’era e pure suggestiva, nello specifico la Caserma dell’Artiglieria di Porta Verona a Peschiera del Garda (BS).

Al di là della promozione da locandina, che prospettava la degustazione dei “Migliori Vini Lugana DOC”, c’è onestamente e gioiosamente da ammettere che in questa occasione, ormai da qualche anno, si beve davvero bene.

Lugana Armonie Senza Tempo si è confermata, anche in quest’ultima edizione, un’occasione non così scontata di dialogo e confronto con i produttori della denominazione Lugana, con banchi d’assaggio che proponevano vini base, espressioni superiori, declinazioni spumantizzate con metodo classico e metodo charmat, vendemmie tardive e qualche vecchia annata da andare a scovare.

Ammetto un debole per il Lugana, per la sua versatilità, per la sua non troppo convinta ma decisamente dimostrata longevità, per la genuinità che ritrovo intatta in molti produttori nel raccontare i propri vini. Mi piace confrontarmi e scoprire che sì, è vero, quella nota al naso ricorda lo zafferano e quest’altra la menta, ma preferisco decisamente i sorrisi che nascono dopo i primi sorsi tra amici, le domande curiose, le papille che godono.

Lascio alle immagini, decisamente non all’altezza delle bottiglie, raccontare cosa mi è piaciuto davvero.

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