Le Dodici Domande di Vikas Swarup

L'India raccontata attraverso le dodici risposte alle domande di un quiz milionario. Questo l'originale pretesto scelto da Vikas Swarup ne Le Dodici ...

L’India raccontata attraverso le dodici risposte alle domande di un quiz milionario. Questo l’originale pretesto scelto da Vikas Swarup ne Le Dodici Domande

Vikas Swarup è un diplomatico indiano e questo è il suo primo romanzo da cui è tratto il film The Millionaire per la regia di Danny Boyle.
Libro ristampato in più edizioni, film fortunatissimo ed ultra premiato. Non so cosa abbia potuto provare lo scrittore la notte degli Oscar, né tantomeno cosa abbia mosso l’originale idea del suo lavoro.

Perché di fatto, l’aspetto più “trasgressivo” è la genialità che traspare dirompente scorrendo le pagine, e non vuol essere una contraddizione. Trasparire dirompendo resta la definizione a mio avviso più vicina a ciò che si prova leggendo queste pagine.

Ma partiamo con un minimo di ordine: la storia è quella di Ram Mohammad Thomas, goffo paria di Mumbai che riesce a vincere un quiz milionario rispondendo correttamente alle 12 domande postegli dal Gerry Scotti indiano della situazione, svelando un crescente imbarazzo.

Senza titolo di studio difficile credere che abbia raggiunto un tale risultato senza barare, per questo viene arrestato al termine della trasmissione televisiva e “salvato” da un angelo avvocato che, una volta liberato, con lui ripercorre a ritroso il dvd del quiz svelando il segreto di tale successo.

Ogni domanda è in qualche modo legata ad episodi della sua infanzia ed esistenza che inducono la risposta, ed è attraverso questo canale di inconsapevolezza e umanità che Swarup racconta le realtà ed i drammi dell’India, i colori a volte sgargianti ed intensi a tratti, un attimo dopo grigi ed opachi, in quell’equilibrio proprio di quella terra in cui il sacro e il profano resistono. Le fogne a cielo aperto mescolate ai profumi di incensi intensi, una nazione in cui le diverse religioni non trovano pace ed equilibrio, eppure nella terra dei folli eccessi traspare dirompente una sorta di possibilità e pace.

La terra della verità e della meditazione.

La stessa trasparenza dirompente nella scrittura, efficace, ironica eppur così regale ed appassionante. 271 pagine che lasciano con il fiato sospeso, che incuriosiscono invitando alla riflessione, a tratti pure degli spaccati di romanticismo old style.

Assolutamente positivo il giudizio, ma non doveva certo certificarlo questo blog, una testimonianza in più di quanto le parole e le pagine oltre ad essere una buona compagnia riescano a solleticare una coscienza civile e una riflessione per una realtà a volte così amara.

Clarita Kalimocio
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