L’Albero delle Storie di Saira Shah

L'Albero delle Storie racconta l'Afganistan da una prospettiva originale e commovente. Saira Shah usa la lente della dolcezza per rappresentare la ...

L’Albero delle Storie racconta l’Afganistan da una prospettiva originale e commovente. Saira Shah usa la lente della dolcezza per rappresentare la Guerra

Credo che la parola più indicata per definire L’Albero delle Storie – Il ritorno in Afghanistan terra di leggende e patria straziata – sia testimonianza, straordinaria testimonianza di una donna altrettanto straordinaria che, tra memoria e volontà di sconfiggere l’oblio, cerca le sue radici.

Saira Shah ha una personalità bipolare: per metà anglosassone pacifista occidentale inviata di guerra per channel 4 e per metà afgana. A ventun anni Saira parte per il primo di molti viaggi in Afganistan alla ricerca delle sue radici, quelle dell’albero che la lega ad un paese geograficamente molto lontano ma presente nella sua memoria quotidianamente.

Non sono però le fontane da cui scrosciano gocce di diamante che trova, né sente il canto di uccelli multicolori appollaiati su alberi carichi di frutta. Nulla dei racconti della sua infanzia trovano i suoi occhi, al contrario la realtà dell’Afganistan vede l’inferno di una guerra permanente, dove pace significa solamente disoccupazione, dove i sorrisi sono scomparsi dai volti dei bambini.

Un continuo ed affascinante rimando tra le leggende narratele dal padre alchimista e una cruda realtà che dilania uno stato e una città, Kabul, un tempo paragonati ad un paradiso.

Paesaggi che diventano fotografie in un’abilità narrativa accorata e filtrata da occhi attenti e vogliosi di comprensione, quel pathos di chi oltre agli occhi utilizza anche il cuore per descrivere.

Direi senz’altro uno di quei libri che “van letti” per piacevolezza ma anche e soprattutto per una presa di coscienza dovuta. La comprensione dei mali dell’occidente può avvenire anche così, con dolcezza senza bollettini di guerra.

Un libro che si legge tra emozione e consapevolezza sociale, tra il meraviglioso patrimonio di miti e leggende e una realtà tragica, tangibile, che a volte ha del surreale. Una ricerca, quella di Saira, a ritroso nel suo passato, la sola capace di riconoscere la bellezza sepolta tra le rovine di una guerra.

Ogni cuore ha una finestra sugli altri cuori
Essi sono separati come due corpi
Al modo di due lanterne, che benché non unite,
Spandono luce fusa in un singolo raggio

Clarita Kalimocio
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