La vendemmia 2008

C'è chi la definisce capricciosa e chi promettente. Chi la confronta con quella del 2007 e chi la giudica positiva ma con riserva. Cerchiamo di far ...

C’è chi la definisce capricciosa e chi promettente. Chi la confronta con quella del 2007 e chi la giudica positiva ma con riserva. Cerchiamo di far luce

L’impressione generale è che la vendemmia 2008 sia stata caratterizzata da un buon andamento complessivo e da un incremento quantitativo rispetto all’anno precedente, il 2007 tanto elogiato dai tecnici e dagli enologi. Parliamo di circa 3 milioni di ettolitri in più, dato notevole, che però non pareggia il conto con la media produttiva degli anni precedenti.

Quantità e qualità sappiamo però che sono due paramentri distinti e, a volte, persino opposti (se per esempio parliamo di rese). La maggiore capacità di gestire il lavoro in vigna e l’attenzione dei produttori verso la cura dell’intera filiera, contribuiscono però ad diminuire questa differenza, garantendo in certi casi un ottimo rapporto tra la quantità delle uve e la qualità del vino.

A guidare l’incremento produttivo, in questa vendemmia, sono le regioni del sud Italia. Il centro-nord sembra aver subito una flessione, in particolare la Lombardia, la Valle D’Aosta e la Liguria, mentre la Sicilia presenta con orgoglio un +35% di uve raccolte. In generale la situazione non è però omogenea e i picchi di ipotetica eccellenza si registrano a macchia in tutta la penisola.

Per entrare nello specifico, alcuni esperti si sbilanciano a prevedere Dolcetti e Barbere di buon livello e addirittura evoluzioni eccellenti per quanto riguarda i Nebbioli da Barolo e da Barbaresco, Nebbiolo d’Alba e Roero. Ottime anche le basi spumante.

Ecco che l’andamento climatico bizzarro (il vero decisore del risultato finale) e il duro lavoro di chi coltiva e vinifica con passione, hanno diseganto un quadro eterogeneo e diversificato, tutto da scoprire alla ricerca delle sorprese che sicuramente nasconde.

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