La Bruttina Stagionata e Beaujolais Nouveau

L'ironico romanzo di Carmen Covito con un novello d'oltralpe. La leggerezza e consapevolezza di una quarantenne degustando un Beaujolais Nouveau

L’ironico romanzo di Carmen Covito con un novello d’oltralpe. La leggerezza e consapevolezza di una quarantenne degustando un Beaujolais Nouveau

Sovvertiamo le abitudini! Oggi mi viene così e il libro lo richiede. Scegliamo un buon novello, uno di quelli dal nome altisonante, un Beaujolais Nouveau. Ne versiamo un buon bicchiere e togliamo dalla borsetta il nostro libro. Perché è senz’altro lì che deve stare La Bruttina Stagionata di Carmen Covito. Un degno sostituto di prozac e antidepressivi in genere.

Ogni donna, dovrebbe averne una copia e tuffarcisi un po’ quando serve. Q.b., quanto basta, secondo le migliori ricette. Perché se è vero che i redazionali di riviste femminili dedicano speciali di estetica ed esistono vere e proprie collane per imparare a sfoggiare “mise” all’ultima moda, è pur vero che il tumulto delle passioni, in un’inesorabile corsa contro il tempo, rimane un quotidiano dilemma. E il collocare sé stesse in realtà quali l’amore e la passione diventa spesso un lontano miraggio.

Marilina Labruna vive in una Milano livida, popolata di donne solitarie e uomini furbi che approfittano dei bisogni d’amore. Perciò lei, quarantenne non brutta, bruttina, il che è anche peggio, trova un modo diverso per sopravvivere e trionfare.

“…Trasognata fra quel baluginare incerto di fanali allo iodio semiaccesi […] lei si era stretta forte le braccia intorno al petto per darsi un fondo di solidità ed arrestare la nausea che cominciava a farla vacillare. Era sul trampolino di una felicità possibile. […] le sta prendendo un rigurgito di ansia di un sapore corrosivo. E non è bello, la memoria di qualcosa che comunque è stato amore non dovrebbe tornar su come un rutto dal sapore di sperma…”

È un libro incredibilmente ironico, divertente e verissimo, intriso di quello che può sembrare l’atavico dilemma maschilista: le donne belle restano le sole desiderate e vincenti. Senza riproporre slogan femministi “non siamo un contenitore ma molto altro”, è un libro che ogni donna dovrebbe leggere. Ti sa strappare un sorriso, non sottraendosi dal raccontare verità che appartengono a molte di noi, consapevoli che per ogni donna che si considera insignificante già Proust scriveva “lasciamo le donne belle agli uomini privi di immaginazione”.

Quindi, alzando il nostro Beaujolais Nouveau che ora avrà ritrovato nel calice il suo vigore e calore, estendiamo un brindisi ad ogni bruttina stagionata, a quelle più che bruttine e a quelle a cui è stata donata la grazia della beltà. È l’essere donne che ci rende così preziose.

Clarita Kalimocio