Invisibile di Paul Auster

Un romanzo sorprendente e coinvolgente con personaggi complessi, estremi e autentici, una storia libera e oscura narrata in maniera originale

Un romanzo sorprendente e coinvolgente con personaggi complessi, estremi e autentici, una storia libera e oscura narrata in maniera originale

Invisibile di Paul Auster ha davvero tutto quello che si può desiderare da un romanzo contemporaneo. Amore, mistero, splendidi personaggi ben caratterizzati, originalità narrativa, intreccio articolato e colpi di scena, psicologia e gioco, azione e contemplazione.

Il protagonista è il giovane Adam Walker, ragazzo e poi uomo bello e intelligente, talentuoso e sensibile, che ha la sventura, o la grande opportunità creativa, di incrociare il suo cammino con quello di Rudolf Born, figura grottesca e misteriosa, professore dal passato e dal presente oscuri, che nasconde ombre terribili ed inquietanti.

Adam, affascinato e al tempo stesso intimorito da Born, decide di seguirlo in un’impresa lavorativa interessante per un giovane studente come lui ma, suo malgrado, resta imbrigliato in una vicenda oscura e sanguinosa che cambierà e influenzerà per sempre la sua vita, portandolo a confrontarsi con gli aspetti più nascosti del suo animo.

A illuminare il sentiero che lo porta più volte a doversi scontrare con se stesso e con Born si stagliano le figure, in verità non meno sfaccettate e complesse, di Margot, donna sensuale e libera amante di Born, e della sorella Gwyn, con la quale Adam stringe negli anni un rapporto profondo ed intimo ma non sempre trasparente.

Senza entrare nello specifico della storia, devo dire che quello che più mi ha colpito del romanzo di Auster è l’estrema e fluida libertà narrativa. Originale sin da subito il libro continua a sorprendere in tutti i suoi aspetti, non per ultimo nel disegno scrupoloso dei personaggi. Personaggi ma anche città, da New York a Parigi, che abbracciano Adam e le persone della sua vita, con calda partecipazione, come se i protagonisti non potessero esistere diversamente se non in relazione ai luoghi nei quali si muovono.

Mi soffermo infine brevemente su un tema importante del libro, la verità. Verità che si intuisce, si lascia cercare senza farsi trovare, si nasconde forse tra le righe, nei sussurri dei protagonisti, nel cuore di ogni lettore in maniera diversa e personale. Tutti noi ci immedesimiamo soprattutto in un personaggio che entra in scena dopo metà romanzo, uno scrittore, vecchio amico di studi di Adam, che diventa, dopo molti anni, il segreto possessore e custode della storia che Adam decide di scrivere circa i fatti misteriosi che lo hanno legato in giovinezza a Rudolf Born.

Da questo punto in avanti l’amico di Adam cerca, insieme a noi lettori, di dare un senso alle parole scritte da un Walker ormai anziano ed a quello che riesce a trovare nelle pieghe di un tempo che fu e che non restituisce mai tutto quello che dovrebbe. Ecco che la verità diventa ciò che più desideriamo conoscere e, al tempo stesso, ciò che meno importa, soprattutto se confrontata con quello che la storia e i personaggi riescono a trasmetterci nella loro sublime ed autentica incompletezza.

Marco Andreani
Show comments

Share your thought