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  • Paul Verlaine, Dopo Tre Anni

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    Ho spinto la porta angusta che vacilla
    e ho passeggiato dentro il piccolo giardino
    acceso dolcemente dal sole del mattino
    che semina ogni fiore d’un’umida scintilla.

    Nulla è cambiato. Tutto ho rivisto: la pergola
    d’umile vite selvatica con le sedie di vimini…
    Lo zampillo fa sempre quel mormorio argentino
    e il vecchio pioppo il suo lamento sempiterno.

    Le rose come allora palpitano; come allora
    i grandi gigli alteri si dondolano al vento.
    Ogni allodola che va e viene m’è nota.

    Anche ho ritrovato in piedi la Velleda
    il cui gesso si sfalda al termine del viale
    - esile, nell’odore sciapo della reseda.

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