Infanzia – Attilio Bertolucci

Sogni azzurri Ricamati Salve Ave Felice notte Bottiglie di grosso vetro Con sù un bicchiere Un rosario Di nocciole ...

Sogni azzurri
Ricamati
Salve
Ave
Felice notte
Bottiglie di grosso vetro
Con sù un bicchiere
Un rosario
Di nocciole giganti
E il buio
Sin che m’addormento.
La mattina è domenica;
La nebbia sui campi,
La chiesa è lontana
E non s’odon campane.
La notte è stata piuttosto aspra
E dei fantasmi bianchi
L’hanno disturbata
Con voglie di ciliege,
Di bottiglie di vino
Rosso, che spumasse.
Il fuoco è acceso
Nella camera già da un po’
E chiacchiera, come un vecchio solitario
Che ricorda la gioventù,
I beati tempi, da sé solo.
Rossi si fanno i visi pel tepore
E contenti noi bimbi siamo,
Con il cuore leggero e variopinto
In una stanza, quando è inverno.
Guardiamo i muri dove son dipinte
Solitarie case, impellicciate di neve
In mezzo a pini anch’essi tutti
Bianchi di neve, presso laghi ghiacciati.
Fuma un camino,
Un cervo sta stupito
Là in fondo
Dove il bosco finisce.
In quella dolce casa
È restato un bambino, prigioniero.
S’allontana un giovane
Triste, e piange, per un sentiero
Verso la vita crudele che l’aspetta
Più crudele che la Morte.

Show comments

Share your thought