• Home
  • Info
  • News e Eventi
  • Produttori Doc
  • Scrittori Doc
  • Vino e Poesia
  • Egira di Johann Wolfgang Goethe

    {lang: 'it'}

    Il nord, il sud si sfascia, l’occidente,
    saltano troni, regni vacillano,
    tu rifugiati in oriente,
    dei patriarchi gusta l’aria pura,
    tra gli amori, il vino, i canti,
    la fonte di Chiser ti rifà giovane.

    In purezza ed in giustizia
    laggiù voglio penetrare
    il principio profondo delle genti,
    quando ancora prendevano da Dio
    in lingua terrena dottrina celeste,
    senza doversi rompere il capo.

    Quando i padri tenevano in onore
    e rifiutavano culti stranieri;
    di gioventù voglio godere i limiti:
    la fede immensa ed il pensiero stretto,
    come pesava allora la parola
    perché parola parlata era.

    Voglio mettermi insieme a quei pastori,
    dissetarmi alle oasi,
    andare in giro con le carovane
    a commerciare scialli, caffè, muschio.
    Tutte le piste voglio praticare
    che vanno dal deserto alle città.

    L’aspro cammino su giù tra rupi
    i tuoi canti, Hafis, confortano,
    quando li attacca in estasi la guida
    dalla groppa alta del mulo,
    per ridestare le stelle
    e spaventare i briganti.

    A te voglio pensare, sacro Hafis,
    tra le taverne e i bagni,
    quando il velo alza la bella
    e scuote dalla chioma olezzo d’ambra.
    Che sian del poeta i sussurri amorosi
    a far palpitare persino le urí.

    Se per questo l’invidiate
    e cercate d’angustiarlo,
    si sappia: le parole dei poeti
    alle porte del cielo sempre aleggiano,
    e bussando piano piano
    vita ottengono in eterno.

    Clicca qui per la versione in Lingua Originale