Il Vicolo della Polvere Rossa di Qiu Xiaolong e Monterosso Val d’Arda della Tenuta Vitivinicola Croci

Un nuovo abbinamento libro vino che unisce due realtà apparentemente inavvicinabili, nel nome di storie e racconti che compongono mosaici dai sapori ...

Un nuovo abbinamento libro vino che unisce due realtà apparentemente inavvicinabili, nel nome di storie e racconti che compongono mosaici dai sapori unici

Un piccolo vicolo può contenere un’intera nazione? Sì, a quanto pare! O almeno gran parte di essa. Ancora più sbalorditivo se la nazione in questione è la Cina. Questa è la sfida di Qiu Xiaolong nel suo bel romanzo Il Vicolo della Polvere Rossa. L’autore tenta l’ardua impresa di raccontare in poco più di 200 pagine la storia della Cina contemporanea attraverso le diverse storie degli abitanti di un vicolo di Shanghai, toccando tappe che coprono un periodo che va dal 1949 al 2005.

La politica e la storia economica e sociale del paese fanno da sfondo alle vicende dei nostri protagonisti, in una forma letteraria molto vicina al racconto, ma tenuta insieme dal filo conduttore rappresentato dal piccolo universo di Vicolo della Polvere Rossa. Anche noi lettori siamo invitati ad abitare, seppur per breve tempo, in questo vivace vicolo di Shanghai.

Dobbiamo anche noi entrare in quelle case troppo piccole con troppe persone sotto lo stesso tetto. Anche noi possiamo ascoltare le narrazioni che descrivono, brevemente ma con intensità, i piccoli ma significativi passi di un popolo verso un futuro che sembra cambiare troppo lentamente. Anche noi riusciamo a sentire gli odori, ad avvertire i sapori della cucina cinese, dei pasti e delle bevute in compagnia, consumati all’aperto, in Vicolo della Polvere Rossa.

Per l’abbinamento con un libro del genere mi viene alla mente un vino delicato e profumato, composto da uve differenti come variegate sono le storie che compongono il ritratto della Cina contemporanea dipinto da Xiaolong. Il vino scelto è il Monterosso Val d’Arda Colli Piacentini della Tenuta Vitivinicola Croci di Castell’Arquato in provincia di Piacenza.

Il bianco dell’azienda Croci è un uvaggio di Malvasia, Moscato, Trebbiano, Ortrugo e Sauvignon. Il colore è già un invito a bere, con un bel giallo brillante. Al naso si presenta molto profumato e fine, con sentori fruttati e una piacevole nota di lievito. In bocca non delude con una buona struttura e un’acidità che regala freschezza e piacevolezza prolungate.

Ecco che, come le storie di Vicolo della Polvere Rossa ricostruiscono un tessuto sociale e culturale dal sapore unico e distinto, anche le uve del Monterosso Val d’Arda concorrono a realizzare un vino coerente con un territorio e con una tradizione precisi e definiti. La Cina da una parte, i colli piacentini dall’altra.

Vino degustato presso il ristorante, enoteca e molto altro
Enocratia di Milano
Marco Andreani
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  1. Bel luogo virtuale e bel post, ma… il diavolo si nasconde nei dettagli e l’azienda -meritoria di rispetto per il gran bel lavoro che fa- si chiama Croci, con la I finale. Nel titolo, nel testo e nei tag, 3 su 4, invece… ;-)
    Buon futuro, vi seguirò.

  2. [Author]

    Caspita grazie mille per la segnalazione della svista non da poco. Prontamente corretto! :-)

  3. De nada…

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