Il Vero è un Momento del Falso di Lucía Etxebarría

Un romanzo corale fatto di personaggi da conoscere ed amare. Un libro dove la vita non si scorge, si assapora a pieno, nel bene e nel male

Un romanzo corale fatto di personaggi da conoscere ed amare. Un libro dove la vita non si scorge, si assapora a pieno, nel bene e nel male

Che meravigliosi personaggi vivono tra le pagine stracolme di vita di Lucía Etxebarría. La scrittrice spagnola classe 1966 riesce ad unire leggerezza e complessità, intreccio narrativo e scorrevolezza con estrema maestria. In Il Vero è un Momento del Falso costruisce un piccolo mondo intorno alla vicenda principale di una band giovanile, i Sex Love. Tre ragazzi e le loro famiglie, le loro storie e, soprattutto, i loro amori complicati, a volte teneri, più spesso passionali, carnali, con una punta malsana e amara propria delle vicende che lasciano il segno.

Intorno ai tre componenti della band, Pumuky, Romano e Mario, ruotano una serie di personaggi, soprattutto femminili, squisitamente disegnati, fatti di carne e sangue, parole e pensieri, sobbalzi dell’anima e infinite speranze represse. La vita si vede chiaramente, con le sue pieghe, i suoi ricorsi, le dinamiche tratteggiate con maggiore o minore pressione a seconda delle situazioni.

Lucía Etxebarría sa scrivere tutto questo senza giri di parole, sondando terreni oscuri e improvvisamente luminosi, esperienze certamente estreme, in grado, nella loro assoluta unicità, di mostrare al lettore la vera materia della natura umana.

Il racconto si svolge attraverso tredici testimonianze di altrettanti personaggi che regalano il fluire dei loro pensieri all’autrice stessa, come sul lettino di uno psicanalista. La verità non è data sapere, la fede e da riporre nelle parole di protagonisti anche troppo umani, capaci di mentire, di dilatare o restringere i confini della finzione, di omettere o inventare la loro parte di storia.

Il vero è quindi un momento del falso, come recitava il manifesto del Situazionismo, movimento rivoluzionario nato tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, prendendo spunto dal marxismo, dall’anarchismo e dalle avanguardie artistiche dei primi del ‘900. Il Situazionismo invitava a costruire momenti di vita non mediocri, capaci di rendere, il più spontaneamente possibile, la vita appassionante, possibilmente priva di momenti nulli.

In questa atmosfera al limite del surreale, tra confessioni più o meno spontanee e storie di droga, sesso e disperazione scorgiamo luci affascinanti, immaginiamo tutto quello che leggiamo, come se fossimo noi stessi a viverlo, come se avessimo già sognato simili orizzonti capaci di togliere il fiato.

Marco Andreani