Il Passito di Pantelleria
Su un’isola incantevole nasce un vino dai profumi e dai sapori avvolgenti. Accostarlo alla pasticceria è riduttivo, meglio abbinarlo a buone conversazioni!

Un vino specchio di un territorio
L’isola ha origine vulcanica. Sono dunque presenti fenomeni naturali come le acque calde e i fumi, cha la rendono unica nel panorama nazionale.
Il sole scalda e abbraccia Pantelleria, favorendo la coltivazione degli agrumi.
Pantelleria è detta anche isola del vento, in quanto i venti fanno sentire notevolmente il loro soffio durante tutto l’arco dell’anno.
In questo territorio nasce un grande vino, il Passito di Pantelleria
Scopriamolo insieme

Il Passito di Pantelleria è ottenuto esclusivamente da uve Zibibbo.
L’uva, accuratamente selezionata, viene posta ad appassire al caldo sole dell’isola per 15-20 giorni. In questo modo i profumi e gli aromi vengono esaltati e si raggiunge una concentrazione zuccherina del 60%.
Dopo una fase di macerazione di almeno 30 giorni, l’invecchiamento in botti di rovere favorisce la formazione di profumi che contribuiscono a comporre un bouquet complesso e di grande fascino.
Caratteristiche organolettiche
colore: giallo dorato, tendente all’ambra
in bocca: dolce, aromatico, gradevole, morbido e lungo
al naso: avvolgente, fragrante, intenso, con note di miele e frutta secca
Abbiniamolo a quattro chiacchiere… frivole o impegnate è lo stesso
A fine pasto versate un bicchiere di Passito di Pantelleria ai vostri ospiti… se sono graditi ovviamente.
La dolcezza e l’eleganza di questo vino scioglieranno anche le lingue più aride di parole, per concludere la serata in modo piacevole, accarezzati dal vento e abbracciati dal sole di un’isola incantevole.
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Tag: Isola, Passito di Pantelleria, vino







19 agosto 2008 alle 18:25
Salve,sono capitato un po’ per caso su questo blog e l’ho trovato molto interessante.
Ho trovato degli spunti stimolanti,non avendo mai provato ad unire la mia passione per la lettura con un buon bicchiere di vino.
Continuerò a seguirlo e spero che tu possa passare a visitare anche il mio blog,dove parlo delle mie letture.
Il mio è un onesto blog,un po’ “arrangiato” forse.
A presto.
P.S. Mi è appena arrivato “Sulla strada” di Kerouac,grazie per l’implicito consiglio.
2 marzo 2009 alle 19:58
Dovreste provare il Passum Deorum prodotto con lo zibibbo della stessa piccola vigna in 10 anni di produzione ed invecchiato in baricchi di balluto (quercia autoctona dell’Isola di Pantelleria) Vi invito a visitare il sito, resto a Vostra disposizione per ogni e qualsiasi informazione_filippo panseca
6 aprile 2009 alle 21:38
Buonasera!
mi servirebbe un consiglio.
mi sono stati regalati un passito di pantelleria e un moscato di pantelleria.
Qualcuno sa dirmi la differenza?
Grazie!
7 aprile 2009 alle 18:03
Molto semplice in realtà.
Il Moscato di Pantelleria è una Doc prodotta con 100% di uve Zibibbo, che da vita a vini di due tipologie, una delle quali è quella Passito.
Il Moscato di Pantelleria, quindi, può o meno essere Passito, ma se lo è deve essere indicato in etichetta.
In media il Passito di Pantelleria costa di più del Moscato a lavorazione “naturale”, proprio per il processo dell’appassimento delle uve.
7 aprile 2009 alle 19:45
Grazie Admin,
scusami se ho scritto nella vostra bacheca na ogni tanto mi capita di visitare il vostro sito.
Guarda ti dico questo
ho preso in un ingrosso inn offerta una bottiglia di passito da mezzo litro.. già il prezzo mi è sembrato al quanto basso..
il moscato come dici tu costava poco di piu.
Con il passito che libro ci mettiamo? e come lo accompagnamo?
7 aprile 2009 alle 22:11
Si tratta di un vino quasi da meditazione. Qualcosa di riflessivi direi. Così senza troppo pensarci ci vedrei bene un testo teatrate, magari una commedi. Cosa ne pensi di Goldoni?
Allegro, sfacciato, solare, ma anche profondo.
Questo è un parere, sarebbe bello sapere cche lettura ci abbineresti tu…
8 aprile 2009 alle 00:02
visto il tempo… è la specilità e la storicità del vino ho pensato
ad un libro su Barabba…da leggere con amici a a turno…