Il modo Migliore di Rovinarsi la Vita (danneggiandola agli altri): Essere Ingegnere…giramondo

Segnaliamo questo libro per la simpatia dell'autore, la storia spiritosa e il fatto che i diritti d'autore vengano devoluti ...

Segnaliamo questo libro per la simpatia dell’autore, la storia spiritosa e il fatto che i diritti d’autore vengano devoluti all’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo)

Quando mi hanno regalato un cassetto, ci ho messo dentro tre sogni, diventare ingegnere, girare il mondo e scrivere un libro. Il terzo l’ho materializzato dopo 4 anni dai primi due. È così che nasce questo testo, pensando che la vita sia un: “Perché no?” invece di un “Perché?”, mettendo nero su bianco, in chiave ironica (a volte sarcastica), quel che gli occhi dell’autore hanno osservato dentro e fuori il mondo dell’ingegnere, dentro e fuori i pensieri di un uomo.

Questa é la mia vita! E che il viaggio non finisca mai ( L. Ligabue)

Il testo vuole essere un inno alla vita, un modo per sorridere anche dei propri difetti. L’autore stesso, per primo, si mette a nudo avanti al lettore, o almeno in mutande, e si racconta, in modo scanzonato, in un dialogo aperto con i lettori. La forza del libro consiste proprio in questa capacità dello scrittore di “darsi in pasto” senza filtri o maschere ipocrite, senza tratteggiare una personalità presuntuosa.

L’ingegnere, ironicamente vessato, rappresenta la parte razionale che, spesso, tenta di dominare anche ciò che razionale non è. Proprio quando, diventando uomo, egli comprende che la società in cui vive impone degli stereotipi tendenti ad appiattire le nostre menti, balena il lui la voglia di aprirsi al mondo, lasciando il certo (lavoro, famiglia, affetti, amici), per l’incerto: l’Africa nera prima ed il Paese dei balocchi dopo (alias il Venezuela).

Viaggiando attraverso i continenti, scopre una realtà per lui sconvolgente, ovvero che l’uomo è uguale ovunque, con i suoi pregi e difetti, alterati ed esaltati dalle eventuali condizioni di massima indigenza in cui si trova, in particolare in Sierra Leone.

Collante fra il passato e il presente? Gli amici, gli aneddoti di vita vissuta in loro compagnia, magari con la compartecipazione di un buon bicchier di vino, sorseggiato con piacere e gustato in armonia.

Il rapporto con le donne diventa la ciliegina sulla torta soprattutto per i suoi contenuti ironici e dissacranti.

La distanza fa affiorare inevitabilmente anche le prime delusioni, che portano a distinguere fra amici di serie “A” e di serie “b”.

Come la piuma che apre e chiude il film di Forrest Gump, l’elemento di rinascita e di riscatto dalla mediocrità circostanziale, è dato da un intervento chirurgico voluto, desiderato. L’espianto del midollo permetterà all’autore, in sessanta ore di ospedale, di vedere persone lottare per vivere e ridere anche quando proprio tutto sembra avverso. In contro-altare vi è chi si dispera, cercando di impietosire le stesse persone care, in una dinamica malata di ricatto psicologico.

Ma alla fine, nonostante le delusioni, le incomprensioni ed il suo continuo peregrinare, per lui vige il principio che la vita sia un “perché no”, ovvero un susseguirsi di emozioni che si devono vivere appieno, in un eterno “equilibrio instabile”. Per il male c’è sempre tempo.

In cuor suo, si augura che le persone possano capire le grandi opportunitá che ognuno puó avere in casa propria, nei luoghi di origine, senza dover cercare stimoli aggiunti in giro per il mondo, senza presumere che “estero é meglio”. L’importante è scegliere, senza rammarichi o rimpianti.

Il modo migliore per concludere il romanzo, sono le parole tratte da una canzone di Luciano Ligabue: “e che il viaggio non finisca mai”.

Riferimenti al libro e all’autore:

http://www.ilfiloonline.it/shop/popup_image.php?pID=2678

www.cartaepenna.it/autori/flaviano.html

www.zam.it/biografia_Flaviano_Di+Franza

www.venaria.tv/index.jsp?ixPageId=761

http://www.progettobabele.it/mostrarecensione.php?ID=506

INOLTRE:

http://www.alpimedia.it/admopiemonte/

www.libreriauniversitaria.it/

http://www.cartacanta.it/ed2009/programma.html

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