Il gusto – la persistenza

Insieme all'armonia, una lunga e piacevole persistenza in bocca è una delle caratteristiche che fanno di un vino un grande vino

Insieme all’armonia, una lunga e piacevole persistenza in bocca è una delle caratteristiche che fanno di un vino un grande vino

La persistenza è solitamente uno dei parametri della degustazione che mette tutti d’accordo. Si tratta infatti di una caratteristica relativamente semplice da riconoscere e abbastanza facile da identificare con una certa precisione. In ogni caso è meglio definire esattamente cosa si intende per persistenza e come la si calcola.

Cadere in errore è facile. La persistenza non rappresenta infatti la durata del gusto del vino in bocca dopo la deglutizione, bensì la durata delle stesse sensazioni gustative caratteristiche di quel vino in bocca una volta deglutito.

Per fare un esempio possiamo riferirci a un vino che presenta in bocca un deciso gusto di frutti rossi: more, ciliege, etc. La persistenza è la durata di queste precise sensazioni gustativa, che può essere inferiore alla durata totale del gusto del vino in bocca. Questo perché a un certo punto il gusto del vino può cambiare e perdere le sue sensazione principali per snaturarsi in altri gusti e sapori differenti e poco identificabili.

La persistenza è dunque la durata di tutte le sensazioni gustative caratteristiche di quel vino da quando viene portato alla bocca sino a quando queste stesse stesse sensazioni si prolungano e permangono identificabili e riconoscibili, senza mutare o spegnersi. Inutile dire che più lunga, in termini di secondi, è la persistenza di un vino più il vino è di pregio e qualità.

Se il gusto si smorza in pochi secondi siamo di fronte a un vino che non meriterà mai un giudizio eccellente. Se invece la bocca ci restituisce a lungo le sensazioni di partenza, il vino ha buone possibilità, sottintesi tutti gli altri fattori di giudizio, per raggiungere un ottimo punteggio. Un grande vino può avere una persistenza di 15, 20, 25 secondi e anche oltre.

Non vi resta che provare, riconoscere e seguire le sensazioni di gusto che i vini racchiudono e ci regalano, in una scoperta costante e, ci auguriamo, prolungata.

La persistenza è solitamente uno dei parametri della degustazione che mette tutti d’accordo. Si tratta infatti di una caratteristica relativamente semplice da riconoscere e abbastanza facile da identificare con una certa precisione. In ogni caso è meglio definire esattamente cosa si intende per persistenza e come la si calcola.

Cadere in errore è facile. La persistenza non rappresenta infatti la durata del gusto del vino in bocca dopo la deglutizione, bensì la durata della stessa identica sensazione gustativa caratteristica di quel vino in bocca una volta deglutito.

Per fare un esempio possiamo riferirci a un vino che presenta in bocca un deciso gusto di frutti rossi: more, ciliege, etc. La persistenza è la durata di queste precise sensazioni gustativa, che può essere inferiore alla durata totale del gusto del vino in bocca. Questo perché a un certo punto il gusto del vino può cambiare e perdere le sue sensazione principali per snaturarsi in altri gusti e sapori differenti e poco identificabili.

La persistenza è dunque la durata di tutte le sensazioni gustative caratteristiche di quel vino da quando viene portato alla bocca sino a quando queste stesse stesse sensazioni si prolungano e permangono identificabili e riconoscibili, senza mutare o spegnersi. Inutile dire che più lunga, in termini di secondi, è la persistenza di un vino più il vino è di pregio e qualità.

Se il gusto si smorza in pochi secondi siamo di fronte a un vino che non meriterà mai un giudizio eccellente. Se invece la bocca ci restituisce a lungo le sensazioni di partenza, il vino ha buone possibilità, sottintesi tutti gli altri fattori di giudizio, per raggiungere un ottimo punteggio. Un grande vino può avere una persistenza di 15, 20, 25 secondi e anche oltre.

Non vi resta che provare, riconoscere e seguire le sensazioni di gusto che i vini racchiudono e ci regalano, in una scoperta costante e, ci auguriamo, prolungata.

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