Il gusto – il retrogusto

Si tratta dell'ultima caratteristica da giudicare prima di assegnare il voto conclusivo, calcolare il punteggio finale e chiudere la scheda di ...

Si tratta dell’ultima caratteristica da giudicare prima di assegnare il voto conclusivo, calcolare il punteggio finale e chiudere la scheda di degustazione

Il retrogusto di un vino consiste nella sensazione gustativa e olfattiva che persiste in bocca dopo aver deglutito il vino, l’impronta personale, il timbro finale. Ho scritto non a caso “deglutito” e non “espulto” o, più volgarmente, “sputato” per un motivo ben preciso. Pur comprendendo che degustando ad esempio venti vini differenti, forse qualcuno è anche il caso di non ingerirlo, penso che non si possa capire pienamente un vino, e soprattutto il suo retrogusto, senza berlo fino in fondo.

Detto questo posso sbilanciarmi a dire che il retrogusto di un vino non rientra tra i principali fattori che fanno di un vino un grande vino (come la finezza, l’armonia o la persistenza), ma è certamente in grado, da solo, di farci dimenticare in un momento tutto quello che di buono abbiamo apprezzato nelle precedenti fasi della degustazione.

Se il retrogusto non ci esalta ma gli altri elementi visivi, olfattivi e gustativi di un prodotto assaggiato ci fanno impazzire non ci sognamo certo di penalizzare il vino. Al contrario se il retrogusto che troviamo in bocca nei secondi successivi all’assaggio è sgradevole, ecco che il vino perde di interesse. Il punteggio finale probabilmente non ne risentirà in maniera eccessiva ma, state sicuri, molto probabilmente non andrete ad acquistare quella particolare bottiglia.

Tutto questo per far capire che ogni singola fase della degustazione ha la sua importanza e il suo peso e che un buon vino non è altro che un vino capace di mantenere in un piacevole equilibrio tutte le sensazioni che l’assaggio è in grado di regalarci. Senza contare che il retrogusto è uno dei fattori che ci invoglia a versarci un altro bicchiere, per riassaporare bene il tutto dall’inizio e chiudere in bellezza.

Marco Andreani
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