Ice Wine
Ice Wine tradizionali dall’Austria e dalla Germania e nuovi e strepitosi protagonisti dal Canada. Prodotti senza mercato, ma estremamente ricchi
Nell’immagine a fianco un momento della vendemmia ghiacciata che caratterizza la produzione dei cosidetti Ice Wine, vini passiti di altissima qualità e dalla produzione quasi inesistente, che dal Nord Europa e dall’Ontario non riescono purtroppo ad arrivare in Italia.
Come sotto al miglior sole di Pantelleria, anche qui assistiamo a un appassimento delle uve, ma per erffetto contrario, il grande freddo. L’acino ghiacciato subisce lo stesso effetto di quello lasciato sotto i raggi caldi di un sole estivo. La buccia si assottiglia, l’acqua contenuta nell’acino viene pian piano essudata e rimangono un 30% di sostanze polifenoliche che rendono unici questi vini.
Alla fine resta un 5% circa dalla produzione iniziale e un mosto che è prima una granita, poi una vera e propria marmellata concentrata, che passerà obbligatoriamente in barrique. Ma che dolcezza e che acidità strepitose, unite in un equilibrio solido e poderoso.
Al naso di tutto e di più racchiuso in un bicchiere. Frutta matura, confettura, fichi secchi, miele, ma anche limone, cedro, sino ai profumi più complessi come il piccante e il salmastro.
In Germania e Austria si trova la tradizione degli Ice Wine con il vitigno Riesling a farla da padrone, mentre il Canada sta ora spopolando nei concorsi di passiti con risultati stupefacenti e l’uso soprattutto delle uve Vidal.
Purtroppo in Italia non si trovano e a noi non resta che sperare in un futuro per poter portare anche sulle nostre tavole questi prodotti d’eccellenza.
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Tag: austria, canada, germania, ice wine, ontario, vendemmia ghiacciata







15 novembre 2008 alle 13:44
uffa vuol dire che mi tocca andare in canada allora??
15 novembre 2008 alle 14:53
Bhè andare in canada non sarebbe male come idea… che dici? organiziamo?
15 novembre 2008 alle 16:21
“Ed ho imparato a bere sempre un sorsoin più!”
Cosi canta Carmen Consoli! MITICA!
15 novembre 2008 alle 16:48
Ok, io ci stò! Quando si parte? Dobbiamo però farci consigliare un buon libro da portarci dietro… visto che si va nella neve e nel freddo direi un Zanna Bianca.!
15 novembre 2008 alle 16:51
Ma Massy!! Torna a leggere topolino che è meglio! Zanna bianca si leggeva alle elementari!!
15 novembre 2008 alle 22:37
[...] molto particolare, quello degli ice wines, un po’ distante dal nostro e per questo, come dice Enoteca Letteraria, risulta un po’ difficile trovarli in Italia. Voi ne avete mai degustato [...]