I Vini di Bordeaux

Breve viaggio in Bordeaux alla scoperta dei suoi grandi vini. Per capire, poco ma meglio, una filosofia e una cultura sul vino diversa dalla ...

Breve viaggio in Bordeaux alla scoperta dei suoi grandi vini. Per capire, poco ma meglio, una filosofia e una cultura sul vino diversa dalla nostra

Una serata di degustazione per imparare qualcosa di realmente utile sui Bordeaux.

Sembra poco? Decisamente! Ma non siate così pessimisti. Dipende tanto dal relatore, da cosa decide di trasmettere, dalla sua capacità di passare pochi concetti ma chiari e definiti, senza la pretesa di spiegare tutto. Io sono stato fortunato, come capita spesso.

A sud-ovest della Francia, non lontano dal confine con la Spagna, si estende una zona particolare, caratterizzata, nella parte alta, da un territorio quasi desertico, con vere e proprie dune. Lì si sviluppa la regione chiamata Bordeaux e nota in tutto il mondo per i vini più grandi (probabilmente) e più costosi (senza ombra di dubbio).

La zona vicino alla Gironde, che sfocia poi nell’Oceano, ha un terreno quindi sabbioso, con poca pietra, pochissimo calcare e argilla, tutti elementi trasportati più a valle della regione dai due fiumi che si formano più a sud, Dordogne e Garonne. Notoriamente i terreni sabbiosi danno origine a vini molto fini, non troppo corposi. I vitigni principe sono ovviamente Merlot (circa il 50% della produzione), Cabernet Sauvignon (circa il 25%) e Cabernet Franc (circa il 10%).

Le vigne, soprattutto nella zona costiera, subiscono l’influenza moderata dell’Oceano. Moderata dai grandi alberi che formano la zona boschiva al confine delle dune di sabbia. Ecco che l’umidità si alterna così al clima secco, per il vento che soffia costante, mentre ciottoli e sassi si cominciano a trovare nei terreni, man mano che si scende verso sud, nella zona chiamata appunto Graves, cioè pietrosa, sassosa, con terreni difficili che rendono più faticoso il lavoro della vite e la sua ricerca di sostanze nutritive. Il risultato è infatti differente con vini più strutturati, più colorati e corposi di quelli a nord della regione.

La zona centrale, in mezzo ai due fiumi, si chiama invece Entre deux Mers, letteralmente tra i due mari, concretamente, appunto, tra i due fiumi. Si tratta di un territorio caratterizzato da terreni argillosi e calcarei, anche qui caratterizzato da molto Merlot e da un timido inizio di produzione di vini bianchi.

Sempre nella parte centrale di Bordeaux, ma più spostata verso destra, compare la piccola zona dove si producono i grandi vini della regione, anche i più costosi. L’altitudine è leggermente superiore e la consistenza argillosa e calcarea dei terreni dona struttura, colore, corpo, sapidità e acidità ai vini.

Infine, nella zona Sud Ovest si colloca il territorio della muffa nobile, quella che fa nascere un prodotto conosciuto in tutto il mondo come il Sauternes.

Un po’ di numeri, freddini ma utili, sulle dimensioni di Bordeaux e dei suoi vini:

  • 125.000 ettari vitati, circa il 30% della produzione francese
  • 860 milioni di bottiglie circa, nel 2008, di cui 95% Doc
  • 300 milioni di bottiglie circa si assestano in una media qualitativa più che dignitosa
  • mezzo milione circa sono davvero interessanti e vicine all’eccellenza
  • 60-70 mila circa sono i produttori, di cui 20 mila importanti (cioè riconosciuti per le grandi dimensioni)

Una considerazione doverosa, per capire la filosofia francese del vino, va fatta appunto sui grandi numeri. Grandi numeri significa anche un solo imbottigliamento, e un solo imbottigliamento da vita a vini tutti uguali tra di loro. Poi, in base alla qualità dell’intera produzione, si decide il prezzo della massa. Ecco perché alcuni anni il prezzo dello stesso vino è più basso, altri più elevato.

Altra fortissima nota distintiva di una regione come Bordeaux risiede nel grandissimo know how sul vino che si è formato e tramandato di generazione in generazione. Anche grazie al contributo di due fondamentali personaggi che hanno partecipato a creare il mito e la storia di Bordeaux in Francia e nel mondo: Michel Rolland con la mania per l’ossigenazione dei vini, e Robert Parker per aver scritto volumi e volumi su Bordeaux. Questa Cultura del vino si tramanda sempre uguale da decenni e il vino si fa sempre nella stessa maniera, non esistono discussioni circa metodi o strumenti differenti.

In questa terra dove i romani coltivavano la vite già dal primo secolo avanti Cristo (“Vitis Viturica” perché di origine selvatica) nascono vini con caratteristiche organolettiche particolari e del tutto differenti da quelle dei vini di casa nostra. Le note sono di fieno, erbacee, rare nei vitigni italiani, ed anche per questo motivo noi li capiamo poco, abituati come siamo a vino più morbidi, più rotondi, spesso più “furbamente piaciosi”. Le rese basse poi però eliminano l’aspetto erbaceo del vino, rendendo il prodotto più piacevole. Più importanti sono i vini, meno si sentono le sensazioni erbacee.

Chiudo ricordando che i francesi sono differenti da noi italiani anche nella degustazione del vino. In Bordeaux i bianchi si bevono dopo i rossi anche perché si tratta spesso di vini bianchi importanti, strutturati, corposi.

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  1. Buona sera vorrei sapere dove posso trovare il vino grand vin de Bordeaux (graves-ruote) ARistote raccolta 1981 e il suo prezzo grazie Loredana

  2. [Author]

    Gentile Loredana, sinceramente non so darti questa risposta nell’immediato, ma certamente proverò a informarmi e, nel caso, a farti sapere come reperire il vino. A presto, Marco

  3. Sono d’ accordo che i Bordeaux siano tra i più grandi e costosi vini al mondo ma i più costosi in assoluto sono alcuni vini Borgogna.

  4. complimenti per l’idea di abbinare vino e libri!

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