I Terribili Segreti di Maxwell Sim di Jonathan Coe

Una recensione a metà per un romanzo a metà scritto da un autore a metà. Un pensiero totalmente soggettivo che scappa e, per questo, bisogna esprimerlo in ...

Una recensione a metà per un romanzo a metà scritto da un autore a metà. Un pensiero totalmente soggettivo che scappa e, per questo, bisogna esprimerlo in fretta

Rischio di rovinare la reputazione al blog scrivendo la recensione di un libro che non ho finito di leggere? Forse! Ma proprio non riesco a non esprimere un parere personale, e parziale, sull’ultimo romanzo di Jonathan Coe.

Una premessa è d’obbligo prima di proseguire. HO LETTO e HO AMATO alcuni libri di Coe (La Casa del Sonno, La Banda dei Brocchi, La Famiglia Winshaw), quindi posso dire di conoscerlo come scrittore. Altri romanzi (L’Amore non Guasta, Donna per Caso, Circolo Chiuso) li HO LETTI e NON LI HO AMATI. Questo (I Terribili Segreti di Maxwell Sim) NON HO FINITO DI LEGGERLO e NON L’HO AMATO.

Sono persino convinto, con tutto il rischio di sbagliarmi, che anche se avessi proseguito nella lettura, non avrei comunque cambiato la mia idea. La mia professoressa di lettere mi diceva sempre che, nella correzione di un tema, era molto più difficile mutare un’idea inizialmente positiva se l’incipit era ottimo ed in seguito lo scritto degenerava, che non il contrario. Un giudizio negativo a causa di un inizio o uno sviluppo deboli non verrà mai totalmente riscattato da un buon finale.

Mi sento di dire che questo è il caso di I Terribili Segreti di Maxwell Sim di Coe, mentre, paradossalmente, la sua storia di scrittore, percorre nella mia percezione un percorso inverso.

Ricordo la sorpresa e la rivelazione quando lessi La Casa del Sonno, trovandovi una struttura narrativa originale, personaggi ben delineati, un intreccio fluido anche se non lineare. Poi lo riscoprii solo leggermente impallidito in La Banda dei Brocchi, fino a riconoscerlo sempre meno in altri romanzi. Ora mi trovo davanti uno scrittore cambiato, apparentemento non in grado di replicare l’espressione di certe sensibilità, il disegno preciso dei suoi protagonisti, il ritmo di una scrittura in grado di imprigionarti alla pagina.

I Terribili Segreti di Maxwell Sim è un romanzo che ho lasciato a metà perché lo stesso Coe ha svolto solo a metà il suo compito, non facendomi incuriosire abbastanza, non facendomi affezionare a questo “misterioso” Maxwell Sim, non convincendomi con la sua trama confusa e debolmente intrigante.

Normalmente, a questo punto della recensione, passerei a spiegare in breve la trama e ad entrare magari nei dettagli del mio personale giudizio, ma questa volta preferisco troncare qui e lasciare questo articolo a metà, così com’è, proprio come sono rimasto io leggendo I Terribili Segreti di Maxwell Sim.

Marco Andreani
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  1. E sarà proprio perché hai lasciato questo libro a metà che non riuscirai a stupirti della fine…

  2. Ciao, non sono d’accordo: a me il romanzo semplificando è piaciuto. Certo, non lo si può mettere allo stesso livello di La famiglia Winshaw o La casa del sonno, soprattutto per il finale, che ho trovato terribile, però non è male, lo stile di Coe c’è e già quello lo rende accettabile…

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