Franciacorta Satèn 2008 Arcari e Danesi

Incredibile! Non riesco a scrivere questo post! Non almeno nella "solita" maniera. Di cosa dovrei parlare, mi sono chiesto nei giorni scorsi: di sensazioni ...

Incredibile! Non riesco a scrivere questo post! Non almeno nella “solita” maniera. Di cosa dovrei parlare, mi sono chiesto nei giorni scorsi: di sensazioni organolettiche, di piacevolezza del vino, di metodo di produzione e territorio?

Ma per piacere! Oltre al fatto che il vino (nessun vino) si limita a tutto questo, mi rendo conto che a questo in particolare devo qualcosa di più, qualcosa che renda il giusto merito a un aspetto raro e prezioso, un fattore che spesso viene sottovalutato e sovente nemmeno esiste all’interno di un percorso produttivo: un Progetto (e, aggiungo, la condivisione di questo progetto).

Il Satèn Arcari e Danesi è questo, è un progetto innanzitutto, un’idea precisa di vino. Quello che troviamo in bottiglia non è improvvisazione (come purtroppo a volte accade, e non solo nel mondo del vino), bensì il frutto di: lavoro di anni, impegno, esperienza, scontri e incontri di idee, visioni e personalità.

Comprendo perfettamente di possedere un occhio “viziato” da un’esperienza non comune di questa bottiglia, considerate le sere passate in compagnia di Giovanni a berlo (questo è un vino che principalmente si beve e solo secondariamente si degusta) e a chiacchierare. Ma chissenfrega mi dico, la soggettività resta una delle doti più preziose che possiamo coltivare, uno dei pochi antidoti alla banalità del mondo.

Conosco poco Nico Danesi e direi meglio Giovanni Arcari, che mi ha fatto assaggiare più volte questo Satèn. La cosa più interessante in assoluto non risiede nel vino in sé, bensì nel vino visto e vissuto attraverso gli occhi e l’entusiasmo di chi lo ha creato, reale soddisfazione per il raggiungimento non di un traguardo, ma di una tappa importante in un percorso che, spero, non conoscerà mai fine.

Il vino per me è soprattutto condivisione di un tempo fatto di parole leggere, riflessioni dal sapore universale, sorrisi. Il vino non è quasi mai monologo ma dialogo. Questo Franciacorta Satèn possiede la forza del dialogo, o almeno io l’ho conosciuto sotto questa veste e così mi piace raccontarlo. A chi lo vuole assaggiare dico soltanto che è buono, che non stanca e appaga, che rimane nella memoria ma non nella bottiglia.

Chiudo augurando a Giovanni e Nico di mantenere salde e forti le loro convinzioni a dispetto di tutto quanto possa accadere intorno a loro, questa è la loro forza, trasmessa nei loro gesti e ben presente nel prodotto dei loro sforzi.

Marco Andreani
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  1. Marco, scrivo anche a nome di Nico per ringraziarti di cuore. Sei uno straordinario compagno di viaggio! :-)

  2. [Author]

    daicazzo che poi mi commuovo ;)

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