Frammenti di un Discorso Amoroso di Roland Barthes

Roland Barthes raccoglie e organizza in quest'opera Frammenti di un Discorso Amoroso per ridare la giusta dimensione a un sentimento "spezzato" ...

Roland Barthes raccoglie e organizza in quest’opera Frammenti di un Discorso Amoroso per ridare la giusta dimensione a un sentimento “spezzato” dal linguaggio

Roland Barthes è stato un grande semiologo, sociologo, saggista, scrittore, eccetera eccetera. In Frammenti di un Discorso Amoroso decide di trattare l’argomento principe della letteratura mondiale, l’Amore. Ma come? Da dove partire e dove arrivare? Cosa dire di nuovo e cosa lasciare al lettore?

Frammenti ecco cosa. Frammenti di un discorso, pezzi di letteratura, linguaggi e scrittori diversi che hanno intinto la penna nel rosso inchiostro della passione, del sentimento, dello struggimento d’Amore.

Roland Barthes muove la sua opera dalla considerazione che il discorso amoroso ha perso negli anni la sua vera identità, vestendo una solitudine estrema che non gli appartiene. Parlato da molti, non è più posseduto da nessuno e, per questo motivo, è spezzato dall’uomo e dal suo linguaggio spesso inadeguato, insufficiente a spiegarne l’essenza, la forma. Il discorso d’amore risulta quindi svilito, denigrato, sottovalutato, e non gli resta altro che la forte e decisa volontà di riaffermarsi, di riemergere tra le parole per presentarsi come “fatto”.

Il libro di Barthes non è certo facile, non è leggero, non è immediatamente comprensibile nella forma e nella struttura, è piuttosto portatore di un “senso ottuso”, quel “sentimento” teorizzato da Barthes per il cimena, che va oltre le classificazioni, che sfugge alle categorie e alle regole, che attraversa i sensi e si impone alla mente, ma allo stesso tempo gli sfugge. Come l’Amore.

Mi sono fatto bello, per andare bello da un bello”.
Io devo rassomigliare a chi amo. Io postulo (ed è questo ciò che mi delizia)
una conformità di essenza fra l’altro e me. Immagine, imitazione:
faccio il maggior numero possibile di cose come l’altro.
Io voglio essere l’altro, voglio che lui sia me, come se fossimo uniti,
rinchiusi nel medesimo sacco di pelle, giacché il vestito non è altro
che il liscio involucro di quella materia coalescente
di cui il mio Immaginario amoroso è fatto.

Socrate, Simposio

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