Forte Movimento di Jonathan Franzen

Leggere Forte Movimento di Jonathan Franzen non è impresa semplice, per almeno un paio di motivi fondamentali: lo stile e la storia.

Leggere Forte Movimento di Jonathan Franzen non è impresa semplice, per almeno un paio di motivi fondamentali: lo stile e la storia.

Il sapore rimasto a fine lettura, un traguardo più faticoso del previsto, è abbastanza insolito, sospeso tra il sollievo e un’aspettativa non completamente soddisfatta.

Forte Movimento è un libro complesso e articolato, contemporaneo e sfortunatamente molto, troppo, attuale. Una storia che sfida l’attenzione del lettore e, se devo essere sincero, la sua pazienza, sottoponendolo a pagine molto ben scritte ma a tratti decisamente poco attraenti dal punto di vista emozionale.

Si tratta di uno di queli libri che, anche se appena terminati, non saprei raccontare in poche parole, forse a causa dei differenti livelli narrativi, dell’articolazione, della natura dei temi trattati. In questo senso il romanzo di Franzen delude, delude e attrae al tempo stesso, facendo svolgere al lettore un certo lavorio, spingendolo a concentrarsi ogni volta un attimo prima di riprendere la lettura, a volte addirittura costringendolo a dover riprendere un paio di pagine prima, per riannodare le fila del racconto.

Anche adesso che scrivo mi rendo conto che non saprei riassumerne la trama se non ricorrendo all’aiuto della quarta di copertina che, come sempre, si rivelerebbe comunque troppo riduttiva e decisamente fuorviante. Per questo motivo tralascio questa parte e vi costringo (non voletemene a male…) a fare uno sforzo come quello richiesto in lettura da Franzen, linkando qui un buon riassunto della storia.

Vorrei però spendere due parole ancora sui personaggi e sui loro caratteri. Franzen disegna con il pennello di un realismo solo apparentemente poco convinto. In realtà se ci si sofferma un attimo scopriamo in questi personaggi le nostre stesse debolezze, i nostri vizi, le nostre paure e, soprattutto, i nostri tempi, spesso troppo dilatati in rapporto alle decisioni che dovremmo saper prendere o alle occazioni da cogliere al volo. Ecco che in questo senso Renée e Louis ci sono molto vicini, convinti come molti di noi che il tempo sia infinito e che sia pressoché sempre possibile fare dopo quello che converrebbe invece affrontare subito.

Chiudo parlando di terremoti e di come il libro sia utile per comprendere qualcosa di più su questo terribile fenomeno naturale. Devo anche riconoscere una certa coincidenza sfortunata con i tristi fatti accaduti in Emilia Romagna, cosa che non ha reso la lettura più scorrevole, riportando spesso i miei pensieri alla vita reale e allontanandoli di conseguenza dalla “finzione” narrativa.

Se dovessi abbinare questo romanzo a un vino lo accosterei a un rosso che necessita di un piatto importante per essere apprezzato ma, in questo caso, senza la presenza del piatto. Questo rende il vino apprezzabile, ne evidenzia il carattere personale ma non gli permette di esprimersi al meglio. Con Forte Movimento il piatto è rappresentato dalla nostra curiosità e dalla volontà di immergersi in una storia non per tutti.

Marco Andreani