Erec e Enide di Montalbán e Trento Perlé Rosé Cantine Ferrari

Erec e Enide, la Gioia della Corte di Manuel Vásquez Montalbán e un Rosé Brut Talento Metodo Classico delle Cantine Ferrari. Impegno politico ed ...

Erec e Enide, la Gioia della Corte di Manuel Vásquez Montalbán e un Rosé Brut Talento Metodo Classico delle Cantine Ferrari. Impegno politico ed eleganza

“Il premio Carlomagno si desta. Ha fatto parte, suppongo, dei miei sogni
e ora eccolo qui, a portata di mano.”

Inizia così lo struggente e bellissimo romanzo di Montalbán, che si cimenta qui in uno dei suoi temi preferiti: l’opposizione tra vita e cultura.

Una commovente storia parrallela ed intensa, da una parte in Galizia l’emerito prof. Matasanz, specialista in letteratura medievale, tiene, in occasione del ritiro del premio tanto ambito, una lezione su Erec e Enide, prima novella del ciclo di Re Artù di Chrétien de Troyes.
Dall’altra parte del mondo il figliastro Pedro e la sua compagna Myriam, volontari in un paese del Centroamerica, stanno sperimentando le medesime peripezie di Erec e Enide, disapprovati dal vecchio Matasanz.

Il professore, infatti, non riesce a riconoscere nei due giovani l’attualizzazione dei personaggi mitici, da lui tanto amati, riuscendo a vivere solo attraverso la parola scritta. Sullo sfondo la moglie Madrona, personaggio positivo della Barcellona bene, si prepara alle feste natalizie con il desiderio di radunare tutta la famiglia.

I parallelismi non sono forse ben riusciti, ma la storia dei due giovani è lo specchio fedele dell’America Latina dove militari, paramilitari e latifondisti dettano legge.
Pagine che gelano a livello politico, parallelamente la storia tra Julio e Madrona si impone a livello umano.
Persino Carvalho non avrebbe bruciato queste pagine arricchite di descrizioni e luoghi nuovi, New York, l’attentato alle Torri Gemelle, le liti guatemalteche.

La scrittura è scostante, “saltellante” da un personaggio all’altro, ma in questa danza di parole muovono psicologie, stati d’animo, sguardi, passioni e soprattutto una riflessione sul significato ultimo dell’esistenza, un inno all’amore che va vissuto e riconquistato quotidianamente e al dolore che, quasi quale componente intrinseca, appartiene allo stesso.

Quale vino abbinare? Trento Perlé Rosé, Brut Talento Metodo Classico 2003 Cantine Ferrari

Un brut rosé, senza alcun dubbio bollicine, quale possibile tributo al personaggio aristocratico di Madrona, in primis, e alla titolarità del professore protagonista del romanzo.

Il Trento Perlé Rosé Ferrari 2003 è prodotto dai vitigni Pinot Nero e Chardonnay, da vigneti situati nelle colline nei dintorni di Trento. Ha il colore dei petali di rosa, un rosa antico e delicato, che ricorda il melograno. Il bouquet è fiorito con note di lamponi, mirtilli rossi e ciliegie, intenso ma anche fine ed armonico. In bocca si presenta elegante e vellutato, con buona struttura e persistenza.

I colori e le memorie alle quali rimanda sono i colori dell’impegno e della lotta politica e della passione e il melograno, nel linguaggio dei fiori per il suo colore accceso, esprime amore ardente. Parallelamente un’altra valenza attribuita al frutto e alla pianta è quella di giustizia ed equilibrio.

Clarita Kalimocio