Così Parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche

Un'opera incredibile e discussa, un libro "oltre" la filosofia che presenteremo con poche parole, riportando uno dei brani che parlano del vino e della ...

Un’opera incredibile e discussa, un libro “oltre” la filosofia che presenteremo con poche parole, riportando uno dei brani che parlano del vino e della vite

Non sarà di moda, non sarà attuale, non sarà compreso, ma vogliamo ugualmente dedicare un articolo all’opera più famosa e più discussa di Friedrich Nietzsche. Così Parlò Zarathustra è un libro di filosofia che non utilizza il linguaggio della filosofia, forse proprio perché “supera” le costrizioni del linguaggio filosofico.

Il risultato è un’opera che si può non condividere ma che ognuno di noi dovrebbe leggere per innumerevoli motivi: la forza della narrazione, lo stile poetico e suggestivo, le immagini e le allegorie di incredibile carica evocativa e, non ultima, la grande capacità di farci riflettere, di metterci di fronte all’uomo, ai suoi limiti e alle catene che lo legano alla sua stessa natura troppo umana.

Senza dilungarci oltre riportiamo di seguito un brano verso il finale di Così Parlò Zarathustra, dove Nietzsche descrive la vite e la sua innata capacità di amare:

– E Zarathustra camminò, camminò e non trovò più nessuno, e fu solo e trovò continuamente se stesso, e godé e sorseggiò la sua solitudine, e pensò a cose buone, – per ore. Sull’ora del meriggio, però, quando il sole era diritto sulla sua testa, Zarathustra giunse a un vecchio albero nodoso e ricurvo, che era inanellato e e abbracciato e insieme nascosto a se stesso dall’amore dovizioso di una vite: da questa pendeva, offrendosi al viandante, una gran quantità di grappoli gialli. Allora gli venne voglia di sedare una piccola sete e di staccarsi un grappolo; ma, aveva appena alzato il braccio per questo, quando gli venne ancora più voglia di fare un’altra cosa: distendersi accanto all’albero, nell’ora del perfetto meriggio, e dormire.

Ciò Zarathustra fece; e appena giacque per terra, nella quiete e nella confidenza dell’erba dai mille colori, egli aveva già dimenticato la sua piccola sete e si addormentò. Infatti, come dice il proverbio di Zarathustra: una cosa è più necessaria dell’altra. Solo i suoi occhi rimasero aperti: – essi infatti non si stancavano di contemplare e benedire l’albero e l’amore della vite. Nell’addormentarsi, Zarathustra parlò così al suo cuore:

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